ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Archive for febbraio 2008

Capitalismo Pubblico Locale

Posted by ernestoscontento su febbraio 28, 2008

Presentazione Dossier del 25 gennaio 2008

Dal 2003 al 2005 le società partecipate da Comuni, Province, Regioni e Comunità montane sono passate da 4604 a 4874, con un incremento del 5,9%. Di queste, 3166 sono controllate (direttamente o indirettamente) da Enti Locali con una percentuale che si assesta al 65% del totale ed un incremento dal 2003 al 2005 del 12%.

Le tariffe sono aumentate negli ultimi 5 anni del 40%, senza che ci sia stato un miglioramento del servizio.

Nel loro complesso a stock producono poco più di 48.000 euro di utili.

Gli utili maggiori vengono fatti al nord e in società dove la proprietà pubblica è minoritaria.

Questi sono alcuni dati forniti dal Rapporto che il Centro studi di Unioncamere ha effettuato sulle società partecipate degli Enti Locali. L’analisi si è basata sui bilanci depositati da queste società presso le Camere di commercio.

La ricerca, presentata il 22 gennaio scorso, si concentra su un triennio particolarmente importante per l’evoluzione del settore dei servizi pubblici locali (al quale appartiene la quota più consistente delle società partecipate dagli enti locali), avviata nel corso degli anni Novanta e ancora in corso. Gli anni monitorati sono il 2003-2005, con un aggiornamento per alcuni aspetti a fine 2007.

Obiettivo della ricerca è la ricostruzione dell’universo delle società partecipate da comuni, province, regioni e comunità montane.

I documenti in formato .pdf
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L’Eurispes: inflazione reale all’8%

Posted by ernestoscontento su febbraio 25, 2008

Fonte: Comunicato Stampa Eurispes

Dichiarazioni del Prof. Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes

L’Eurispes ha stimato che l’economia sommersa nel nostro Paese ha generato nel 2007 almeno 549 miliardi di euro. Si tratta di un’altra economia che va ad integrare i redditi delle famiglie che, in seguito alla perdita del potere d’acquisto e alla forte inflazione che hanno caratterizzato l’economia italiana negli ultimi anni, si mantengono su livelli ben al di sotto della media europea e non tengono il passo con l’aumento del costo della vita. Dal 2001-2005 infatti l’Eurispes ha calcolato una crescita complessiva dell’inflazione del 23,7%. Dopo una fase di stasi l’inflazione ha ripreso a crescere nel corso del 2006 e 2007 ad una media del 5% e ha registrato negli ultimi mesi del 2007 e in questi primi mesi del 2008 una nuova fiammata fino all’8%. In considerazione di questo andamento, la perdita media del potere d’acquisto tra le diverse categorie si è ormai attestata intorno al 35%.

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Eurispes: le famiglie italiane in difficoltà dal 20 del mese

Posted by ernestoscontento su febbraio 24, 2008

Peggiorano le condizioni economiche e le previsioni degli italiani per il futuro.

Crescita complessiva dell’inflazione e perdita del potere di acquisto delle retribuzioni portano le famiglie a stringere sempre più le cinghia per arrivare alla fine del mese, con le prime difficoltà che iniziano a sorgere già dalla “terza settimana”.

Mai così tanto pessimismo nel corso degli ultimi 6 anni, soprattutto sul fronte del lavoro, con salari sempre più bassi e impieghi flessibili e precari. Forte il senso di insicurezza e precarietà dei nostri concittadini, fotografato dal solco sempre più profondo tra politica e società, diventati ormai due veri e propri “separati in casa”.

E’ questa, in sintesi, la diapositiva scattata dal rapporto Italia 2008, presentato, a Roma, dall’Eurispes che analizza, in sei distinte sezioni tematiche, lo stato di salute del Belpaese dall’economia al lavoro passando attraverso legalità, politica, ambiente e comunicazione. “Ciò che serve al Paese e che i cittadini chiedono, spiega il presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara,è una politica che si assuma la responsabilità di decidere, di compiere scelte, di elaborare progetti, di immaginare il futuro”.

pdfSintesi del Rapporto Eurispes 2008 file pdf pag 104

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CONSIDERAZIONI GENERALI DI GIAN MARIA FARA, PRESIDENTE DELL’EURISPES

Rapporto Italia 2008 PERCORSI DI RICERCA NELLA SOCIETÀ ITALIANA Leggi il seguito di questo post »

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Precariato e welfare in Europa

Posted by ernestoscontento su febbraio 23, 2008

Editore: Ediesse
Genere: economia
Argomento: lavoro temporaneo, europa-economia
Pagine: 296
Data pubblicazione: 2007

In tutti i paesi dell’Unione Europea cresce l’occupazione precaria, fatta di lavori a termine o part-time, con tipologie contrattuali e statuti professionali fortemente differenziati.

Poiché per il futuro non si prevede un’inversione di tendenza, anche i sistemi di protezione sociale, realizzati nei diversi paesi europei intorno alla figura del lavoratore stabile e a tempo pieno, dovranno subire forti cambiamenti se vorranno mantenere i livelli di coesione sociale raggiunti in passato.

La ricerca qui pubblicata ha analizzato il fenomeno del lavoro precario negli altri paesi europei e le politiche messe in atto per tutelarlo.

Particolare attenzione è stata posta alla tutela per la mancanza di lavoro e ai sistemi di controllo della disoccupazione realizzati nelle realtà con esperienze più consolidate nell’applicazione di politiche attive per l’impiego con l’auspicio di ricavarne utili indicazioni per il nostro paese.

L’indagine ha riguardato cinque paesi (Belgio, Francia, Germania, Inghilterra e Spagna), assortiti in modo da poter ben rappresentare l’intero panorama europeo sia per la loro consistenza economica e demografica sia per la varietà di modelli di tutela sociale.

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Fidel Castro il dittatore senza se e senza ma

Posted by ernestoscontento su febbraio 20, 2008

Fidel Castro si è dimesso da presidente e comandante in capo della repubblica cubana.

Tutto intorno a Fidel Castro ha assunto, nel bene e nel male, il contorno del mito.

Ancor più per un presidente ininterrottamente al potere da ben 48, quasi mezzo secolo.

Come il numero impressionante degli suoi attentati per ucciderlo ben 638.

Ma la sua fama è soprattutto basata sulla sua capacità di resistere vittoriosamente ai ripetuti tentativi compiuti o sponsorizzati dal governo di Washington per mettere fine al suo potere.

Da John. F. Kennedy a George W. Bush, praticamente tutti i Presidenti americani hanno dovuto constatare il fallimento delle loro politiche: sia di quelle basate sulle sanzioni economiche, sia di quelle che appoggiavano tentativi insurrezionali, colpi di stato o attentati contro il leader cubano.

Molti pensavano che la sua malattia avrebbe segnato la rapida fine del regime comunista a Cuba.

Ma lui è lì nella sua Cuba a testimoniare che i potenti presidenti americani passano, il mondo cambia, e se anche la storia ha portato via Giovanni XXIII (che lo scomunicò) e travolto l’Unione Sovietica e le sfilate oceaniche sulla Piazza Rossa, il Muro di Berlino e quant’altro, la Revolucion di Fidel resiste.

Per il resto tutto è cambiato anche a Cuba. Dove, nonostante tutto però, il lìder è ancora amatissimo. Sarà perché a Cuba l’analfabetizzazione non esiste, il tasso di mortalità dei bambini è il più basso della regione e la sanità pubblica, come ha testimoniato la scottante inchiesta di Michael Moore, Sicko, è estesa a tutti e fra le migliori al mondo. Luci, volute da Fidel, e degno contorno della sua storia.

Ma c’è un tarlo che la offusca e la riempie di tantissime ombre per un uomo che si ritiene libero e Democratico e che non può accettare:

– che la libertà di espressione resta un sogno nell’isola,

– il rispetto dei diritti umani siano solo una chimera,

– i detenuti per reati politici e d’opinione riempiono le carceri,

– la pluralità di voto la scelta della propria classe dirigente è un sogno non realizzabile,

L’utilizzo di internet è proibito, perché non si devono avere contatti con il mondo esterno, la corruzione è alta cosi come la prostituzione che viene tollerata, la vendita del corpo sfama e chi sopravvive sopporta.

Certo va detto che l’economia, dopo il crollo della storica alleata di sempre, l’Unione Sovietica, per i cubani è stata durissima.

I vari embarghi voluti dagli Stati Uniti hanno fatto il resto, nei confronti di una popolazione che però non ha mai dimostrato segni di sbandamento. Neppure davanti ai molti scandali, familiari e non solo, che circondano la figura del loro leader.

Ultimamente Castro, stringendo un’alleanza politico petrolifera con il Presidente venezuelano Chavez, era anche riuscito a superare l’ultima crisi economica cubana e a rilanciare l’ipotesi di una sorta di alleanza anti USA in America Latina.

Ma Forbes scrive che Fidel è ricchissimo e circondato da affaristi senza scrupoli.

Ma anche questo agli orgogliosissimi isolani forse fin qui non è importato granché: il lìder maximo è in fondo come la loro capitale L’Avana. Fatiscente e inefficiente, bella e trasognata nel suo equilibrio precario.

Si può amarla o detestarla, ma i cubani sono fierissimi della loro capitale, fissata per sempre nell’immaginario come la più bella delle americhe.

Con la sua giubba militare e la barba lunga Fidel è un simbolo per i cubani: caro quanto odioso.

Con la sua uscita di scena per Cuba, e non solo, sarà tutta un’altra storia.

Sembra che assisteremo ad una sorta di transizione morbida e controllata, guidata dalla stesso Castro e dai suoi fedelissimi, a cominciare dal fratello Raùl.

Insomma un Imperatore che incorona il suo successore, per il bene di chi?

Castro non è Madre Teresa di Calcutta sia chiaro, è soltanto uno dei tanti dittatori che sono comparsi sulla terra, ma è un mito rappresenta la lotta fra Davide e Golia.

Si può e si deve avere simpatia per il popolo Cubano che sta subendo le peggiori restrizioni e umiliazioni che un popolo possa subire, il turismo e spesso un turismo squallido fatto di sesso verso i minori, fenomeno questo che prevale nei paesi sottosviluppati.

AUGURO AL POPOLO CUBANO DI CONOSCERE PRESTO LA DEMOCRAZIA, CHE PER QUANTO POSSA ESSERE IMPERFETTA, SARA’ SEMPRE MEGLIO DI CIO CHE HANNO AVUTO FINO AD OGGI, MA SOPRATUTTO SARANNO LIBERI DI SCEGLIERE DA CHI VOGLIONO ESSERE GUIDATI.

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Oggi mi sento Indiano

Posted by ernestoscontento su febbraio 20, 2008

O Grande Spirito, la cui voce sento nei venti ed il cui respiro dà vita a tutto il mondo, ascoltami.

Vengo davanti a Te, uno dei tuoi tanti figli.

Sono piccolo e debole. Ho bisogno della tua forza e della tua saggezza.
Lasciami camminare tra le cose belle e fa’ che i miei occhi ammirino il tramonto rosso e oro.

Fa’ che le mie mani rispettino ciò che Tu hai creato,e le mie orecchie siano acute nell’udire la tua voce.
Fammi saggio, così che io conosca le cose che Tu hai insegnato al mio popolo,le lezioni che hai nascosto in ogni foglia, in ogni roccia.

Cerco forza, non per essere superiore ai miei fratelli ma per essere abile a combattere il mio più grande nemico: me stesso.

Fa’ che io sia sempre pronto a venire a Te, con mani pulite ed occhi diritti,
così che quando la vita svanisce come la luce al tramonto, il mio spirito possa venire a Te senza vergogna.

Capo indiano Sioux, Yellow Lark

“Solo quando l’ultimo fiume sarà prosciugato quando l’ultimo albero sarà abbattuto quando l’ultimo animale sarà ucciso solo allora capirete che il denaro non si mangia.” Profezia Creek.

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Lettere Dalla Mia Birmania

Posted by ernestoscontento su febbraio 19, 2008

La trama e le recensioni di Lettere dalla mia Birmania, saggio del premio Nobel Aung San Suu Kyi edito da Sperling & Kupfer.

La Birmania, oggi conosciuta con il nome di Myanmar – è soggetta a un regime spietato e autoritario. Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace nel 1991, è stata la protagonista assoluta, il leader ideale del partito che ha tentato per lungo tempo di riportare la democrazia e i diritti civili nel paese.

Questa donna tenace e coraggiosa ha subito, a causa delle sue idee, profonde umiliazioni, come l’arresto, la detenzione. l’allontanamento dalla famiglia, senza mai arrendersi alla violenza e alla cieca arroganza del potere.

Per questo, quando parla della sua terra lo fa con la passione, la malinconia e insieme la lucidità che solo un politico di rango possiede.

Lo dimostra questo libro con cui l’autrice consegna un ritratto della Birmania, evocando ora l’avvicendarsi delle stagioni, ora le feste della tradizione, ora gli usi e i costumi più significativi; e ancora, rende onore al coraggio e all’abnegazione di uomini semplici, artisti, intellettuali che, a prezzo di infiniti sacrifici, a volte della stessa vita, hanno sostenuto e sostengono la democrazia.

Non solo: Aung San Suu Kyi denuncia con fermezza le penose condizioni di miseria della popolazione, privata dei diritti più elementari come l’istruzione e l’assistenza sanitaria, e si pone davanti ai potenti della Terra come simbolo della speranza in una forza più grande del potere armato.

Proprio nell’ultima epistola il premio Nobel ammette che “da persona profondamente impegnata nel movimento della democrazia in Birmania, è sempre stata mia intenzione concentrarmi sull’aspetto politico della vita del mio paese.

Ma la politica riguarda la gente, e così ho cercato anche di far emergere il volto umano della nostra lotta politica”.

E in effetti le lettere di Aung San Suu Kyi iniziano il lettore a un viaggio affascinante alla scoperta di usi, costumi e tradizioni originali; di colori, suoni e sapori suggestivi; di uomini che si riconoscono in valori come l’amicizia, la solidarietà, il rispetto, l’ospitalità, pur vivendo sotto un regime che li priva di diritti fondamentali come l’istruzione, l’assistenza sanitaria e, naturalmente e innanzitutto, la libertà.

La Birmania di Aung San Suu Kyi è forte, leale, combattiva, “pronta a sostenere la democrazia a prezzo di infiniti sacrifici”.

Un Paese che “non perde la speranza neppure di fronte al più duro attacco armato” ma che, al contrario, è sempre pronto a ribadire la propria “determinazione a risolvere i problemi del Paese con mezzi non militari ma politici”.

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Costo dei programmi a confronto

Posted by ernestoscontento su febbraio 17, 2008

Qui sotto viene riportato uno studio del sole 24 ore sul costo dei due programmi elettorali dei maggiori partiti Italiani PD e PDL.

Ognuno di noi potrà trarre le proprie conclusioni.

Io faccio notare che partiti nuovi, dovrebbero ambire anche ad un modo nuovo di esporre i programmi, magari indicando anche la copertura di spesa (per sommi capi si intende).

Quando si pensa ad un programma elettorale di spesa pubblica, si dovrebbe far capire se si intende aumentare soltanto la spesa corrente, il che poi si traduce in maggiori oneri o in minor servizi per i cittadini, oppure viceversa si prevede anche una riduzione di spesa.

Questo criterio non è da sottovalutare, evidenzia un cambio di tendenza, in quanto viene previsto uno spostamento di risorse economiche verso i bisogni della collettività razionalizzando le spese in essere.

In Italia ci sono molti sprechi di denaro pubblico, se cominciamo a capire che la razionalizzazione della spesa pubblica può essere spostata in favore dei bisogni collettivi, e che migliorando l’efficienza del sistema e la qualità della spesa, si può migliorare tutto il sistema paese senza incidere sulle tasse degli Italiani, tutti sappiamo che ad oggi la pressione fiscale in Italia è oltre la media dei paesi Europei.

Sappiamo anche che una pressione fiscale oltre la misura Europea, danneggia il tenore di vita dei lavoratori dipendenti, blocca la crescita interna per via dei bassi consumi, e danneggia la competitività delle imprese che sono la struttura produttiva del paese.

Costo dei due programmi a confornto

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Una società che funziona.

Posted by ernestoscontento su febbraio 15, 2008

Comunità, organizzazioni, sistema politico: una guida per comprendere il mondo contemporaneo

Autori e curatori:Peter F. Drucker

Collana: La società industriale e post-industriale –

Argomenti: Storia economica – Scenari. Innovazione. Gestione delle informazioni. – Scenari, terzo millennio, futuribili, problemi generali

Dati: pp. 240,1a edizione 2003 (Cod.1481.90)

Una guida per comprendere il mondo contemporaneo alla luce della storia socio-economica e politica. Una lezione del maestro dei maestri degli imprenditori, dirigenti e professional.

“Peter Drucker è un’illuminazione, per la chiarezza del suo pensiero e del suo modo di scrivere. In questo libro dimostra chiaramente che politica, economia, società e management sono meglio capiti insieme, non separatamente” (B. Emmott, editor, The Economist ).

Peter Drucker è conosciuto soprattutto come uno dei maggiori scrittori di management ma il management non è stato né il primo né il suo principale interesse.

I suoi interessi primari sono la comunità, in cui l’individuo ha status , e la società, in cui l’individuo ha funzione. È indubbio, per la complessità delle variabili in gioco e la difficoltà di definire scenari, che la considerazione del contesto in cui viviamo e delle sue possibili future evoluzioni sia oggi essenziale per decidere le strategie comportamentali di ciascuno di noi.

Questo libro presenta un quadro completo del pensiero di Drucker su comunità, società e struttura politica e costituisce non solo l’introduzione ideale alle sue idee su come costruire una società che funzioni ma anche uno strumento utilissimo per una riflessione sulle scelte che ognuno di noi deve fare.

Il volume è diviso in sette parti. Inizia con un’analisi delle basi su cui si fonda la società moderna, a partire dalla rivoluzione francese. Passa quindi a considerare come mai dall’illuminismo e dal liberalismo si è così spesso giunti a regimi totalitari. Approfondisce poi i mali dello Stato, aggravati dal passaggio dallo Stato nazionale al Megastato.

Analizza il nuovo pluralismo e la società delle organizzazioni e approfondisce i nuovi ruoli della grande impresa come istituzione sociale e politica. Introduce, quindi, la nuova visione del mondo, con il passaggio dal capitalismo alla knowledge society e dall’informazione alla comunicazione. Conclude infine dando un quadro particolarmente approfondito della prossima società.

Un testo da non perdere, da cui – qualsiasi siano le vostre idee – potrete ricavare stimoli, insegnamenti, considerazioni utili per il vostro futuro.

Indice:

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Primarie per il PD

Posted by ernestoscontento su febbraio 14, 2008

Sul Tirreno di oggi 14/02/2008 c’è un articolo di Mario Lancisi sulle primarie del Partito democratico (clicca sull’immagine sopra per andare sul sito menzionato nell’articolo del Tirreno).

Inutile dire che qualunque scelta che limitala libertà di decisione dei cittadini, viene vissuta come una restrizione all’apertura dei partiti, o meglio viene percepita come la protezione dello status quo di una Nomenklatura politica aderente ad una Casta privilegiata, indipendentemente dal merito sulle persone.

In rete si è acceso un dibattito, che se non troverà una sua mediazione politica, rischia di vanificare gli sforzi di Walter Veltroni, e la scelta coraggiosa di candidarsi da solo.

I giovani vogliono emergere e dimostrare le loro competenze, i politici di professione da tempo ormai non sono più abituati a vivere l’impegno politico come un mandato temporaneo nell’interesse della comunità.

La situazione Italiana è quel che è, in entrambi i poli c’è una riproposizione della
nomenclatura partitica ( insomma si vede sempre i soliti noti).

Assistiamo ai discorsi che ci indicano nuovi percorsi di vita, nuove soluzioni economiche, nuove idealità per stare insieme, perché L’Italia va male!!!!.

Ma non vediamo facce nuove a proporre quelle soluzioni e , non vediamo neanche la possibilità di sceglierlo chi ci deve guidare nel nuovo , sembriamo prigionieri di una classe dirigente, che è incapace di formularsi la seguente domanda, MA SE L’ITALIA VA MALE, LA COLPA DI CHI E’?

I cittadini di chi è la responsabilità lo sanno……MA I NOSTRI POLITICI EVITANO ATTENTAMENTE LA DOMANDA, PER NON DARE UNA RISPOSTA CHE LASCIA POCHE E STRETTE INTERPRETAZIONI IN MERITO.

Altri siti che trattano il tema delle primarie:

PD Primarie

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