ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Lettere Dalla Mia Birmania

Posted by ernestoscontento su febbraio 19, 2008

La trama e le recensioni di Lettere dalla mia Birmania, saggio del premio Nobel Aung San Suu Kyi edito da Sperling & Kupfer.

La Birmania, oggi conosciuta con il nome di Myanmar – è soggetta a un regime spietato e autoritario. Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace nel 1991, è stata la protagonista assoluta, il leader ideale del partito che ha tentato per lungo tempo di riportare la democrazia e i diritti civili nel paese.

Questa donna tenace e coraggiosa ha subito, a causa delle sue idee, profonde umiliazioni, come l’arresto, la detenzione. l’allontanamento dalla famiglia, senza mai arrendersi alla violenza e alla cieca arroganza del potere.

Per questo, quando parla della sua terra lo fa con la passione, la malinconia e insieme la lucidità che solo un politico di rango possiede.

Lo dimostra questo libro con cui l’autrice consegna un ritratto della Birmania, evocando ora l’avvicendarsi delle stagioni, ora le feste della tradizione, ora gli usi e i costumi più significativi; e ancora, rende onore al coraggio e all’abnegazione di uomini semplici, artisti, intellettuali che, a prezzo di infiniti sacrifici, a volte della stessa vita, hanno sostenuto e sostengono la democrazia.

Non solo: Aung San Suu Kyi denuncia con fermezza le penose condizioni di miseria della popolazione, privata dei diritti più elementari come l’istruzione e l’assistenza sanitaria, e si pone davanti ai potenti della Terra come simbolo della speranza in una forza più grande del potere armato.

Proprio nell’ultima epistola il premio Nobel ammette che “da persona profondamente impegnata nel movimento della democrazia in Birmania, è sempre stata mia intenzione concentrarmi sull’aspetto politico della vita del mio paese.

Ma la politica riguarda la gente, e così ho cercato anche di far emergere il volto umano della nostra lotta politica”.

E in effetti le lettere di Aung San Suu Kyi iniziano il lettore a un viaggio affascinante alla scoperta di usi, costumi e tradizioni originali; di colori, suoni e sapori suggestivi; di uomini che si riconoscono in valori come l’amicizia, la solidarietà, il rispetto, l’ospitalità, pur vivendo sotto un regime che li priva di diritti fondamentali come l’istruzione, l’assistenza sanitaria e, naturalmente e innanzitutto, la libertà.

La Birmania di Aung San Suu Kyi è forte, leale, combattiva, “pronta a sostenere la democrazia a prezzo di infiniti sacrifici”.

Un Paese che “non perde la speranza neppure di fronte al più duro attacco armato” ma che, al contrario, è sempre pronto a ribadire la propria “determinazione a risolvere i problemi del Paese con mezzi non militari ma politici”.

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