ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Fidel Castro il dittatore senza se e senza ma

Posted by ernestoscontento su febbraio 20, 2008

Fidel Castro si è dimesso da presidente e comandante in capo della repubblica cubana.

Tutto intorno a Fidel Castro ha assunto, nel bene e nel male, il contorno del mito.

Ancor più per un presidente ininterrottamente al potere da ben 48, quasi mezzo secolo.

Come il numero impressionante degli suoi attentati per ucciderlo ben 638.

Ma la sua fama è soprattutto basata sulla sua capacità di resistere vittoriosamente ai ripetuti tentativi compiuti o sponsorizzati dal governo di Washington per mettere fine al suo potere.

Da John. F. Kennedy a George W. Bush, praticamente tutti i Presidenti americani hanno dovuto constatare il fallimento delle loro politiche: sia di quelle basate sulle sanzioni economiche, sia di quelle che appoggiavano tentativi insurrezionali, colpi di stato o attentati contro il leader cubano.

Molti pensavano che la sua malattia avrebbe segnato la rapida fine del regime comunista a Cuba.

Ma lui è lì nella sua Cuba a testimoniare che i potenti presidenti americani passano, il mondo cambia, e se anche la storia ha portato via Giovanni XXIII (che lo scomunicò) e travolto l’Unione Sovietica e le sfilate oceaniche sulla Piazza Rossa, il Muro di Berlino e quant’altro, la Revolucion di Fidel resiste.

Per il resto tutto è cambiato anche a Cuba. Dove, nonostante tutto però, il lìder è ancora amatissimo. Sarà perché a Cuba l’analfabetizzazione non esiste, il tasso di mortalità dei bambini è il più basso della regione e la sanità pubblica, come ha testimoniato la scottante inchiesta di Michael Moore, Sicko, è estesa a tutti e fra le migliori al mondo. Luci, volute da Fidel, e degno contorno della sua storia.

Ma c’è un tarlo che la offusca e la riempie di tantissime ombre per un uomo che si ritiene libero e Democratico e che non può accettare:

– che la libertà di espressione resta un sogno nell’isola,

– il rispetto dei diritti umani siano solo una chimera,

– i detenuti per reati politici e d’opinione riempiono le carceri,

– la pluralità di voto la scelta della propria classe dirigente è un sogno non realizzabile,

L’utilizzo di internet è proibito, perché non si devono avere contatti con il mondo esterno, la corruzione è alta cosi come la prostituzione che viene tollerata, la vendita del corpo sfama e chi sopravvive sopporta.

Certo va detto che l’economia, dopo il crollo della storica alleata di sempre, l’Unione Sovietica, per i cubani è stata durissima.

I vari embarghi voluti dagli Stati Uniti hanno fatto il resto, nei confronti di una popolazione che però non ha mai dimostrato segni di sbandamento. Neppure davanti ai molti scandali, familiari e non solo, che circondano la figura del loro leader.

Ultimamente Castro, stringendo un’alleanza politico petrolifera con il Presidente venezuelano Chavez, era anche riuscito a superare l’ultima crisi economica cubana e a rilanciare l’ipotesi di una sorta di alleanza anti USA in America Latina.

Ma Forbes scrive che Fidel è ricchissimo e circondato da affaristi senza scrupoli.

Ma anche questo agli orgogliosissimi isolani forse fin qui non è importato granché: il lìder maximo è in fondo come la loro capitale L’Avana. Fatiscente e inefficiente, bella e trasognata nel suo equilibrio precario.

Si può amarla o detestarla, ma i cubani sono fierissimi della loro capitale, fissata per sempre nell’immaginario come la più bella delle americhe.

Con la sua giubba militare e la barba lunga Fidel è un simbolo per i cubani: caro quanto odioso.

Con la sua uscita di scena per Cuba, e non solo, sarà tutta un’altra storia.

Sembra che assisteremo ad una sorta di transizione morbida e controllata, guidata dalla stesso Castro e dai suoi fedelissimi, a cominciare dal fratello Raùl.

Insomma un Imperatore che incorona il suo successore, per il bene di chi?

Castro non è Madre Teresa di Calcutta sia chiaro, è soltanto uno dei tanti dittatori che sono comparsi sulla terra, ma è un mito rappresenta la lotta fra Davide e Golia.

Si può e si deve avere simpatia per il popolo Cubano che sta subendo le peggiori restrizioni e umiliazioni che un popolo possa subire, il turismo e spesso un turismo squallido fatto di sesso verso i minori, fenomeno questo che prevale nei paesi sottosviluppati.

AUGURO AL POPOLO CUBANO DI CONOSCERE PRESTO LA DEMOCRAZIA, CHE PER QUANTO POSSA ESSERE IMPERFETTA, SARA’ SEMPRE MEGLIO DI CIO CHE HANNO AVUTO FINO AD OGGI, MA SOPRATUTTO SARANNO LIBERI DI SCEGLIERE DA CHI VOGLIONO ESSERE GUIDATI.

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