ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Archive for luglio 2008

Stipendi d’oro per i politici trombati

Posted by ernestoscontento su luglio 12, 2008

Fonte: Il Tempo.it

Il lavoro lo trova uno su Cento.
Fuori dal Parlamento, ma pur sempre con un lavoro sicuro alle spalle. Così, Pier Paolo Cento, ex deputato dei Verdi, ex senatore, ex sottosegretario del governo Prodi, dopo la clamorosa debacle elettorale ha trovato un «nuovo» lavoro.

Si tratta di un contratto di collaborazione a progetto siglato il 13 giugno (ma esecutivo dal primo luglio), con la società regionale Azienda Strade Lazio spa. E già, all’interno di quella che si può definire l’Anas regionale, Paolo Cento darà il suo contributo «all’analisi, lo studio e all’individuazione delle azioni e delle problematiche in materia di compatibilità ambientale».

Il contratto, della durata di un anno, prevede un compenso di sessantamila euro, da corrispondere in 11 rate mensili di 5 mila euro ciascuna.

Ma per fare cosa?

E soprattutto, come si è arrivati a scegliere Paolo Cento per questo incarico?

Il progetto, che rientra nell’ambito organizzativo della società, si chiama: «Analisi e Procedure sulla compatibilità ambientale paesaggistica».

Di per sé non dice molto. Per scoprirlo occorre leggere attentamente il contratto. Ecco allora che «il Collaboratore deve effettuare una ricognizione di tutti gli interventi e le azioni sulla rete viaria regionale e, in relazione ad essi, assista e supporti l’Area Attività della Presidenza, nell’esaminare e individuare eventuali soluzioni, programmare e pianificare le relative attività, ogni qual volta sorgano, tanto internamente che per iniziativa di soggetti terzi, problematiche e questioni connesse con il tema della “compatibilità ambientale e paesaggistica”; sulla base di tale attività, il neo collaboratore Paolo Cento dovrà effettuare uno studio dove «siano individuati e descritti i problemi di natura tecnica, amministrativa, legale o organizzativa…tanto che essi riguardino la struttura interna dell’azienda (individuazione degli uffici interessati, rispettive competenze, proposte di modifiche organizzative, ecc), tanto che essi provengano da soggetti esterni (iniziative e azioni di enti locali, associazioni e movimenti ambientalisti, comitati locali, strutture pubbliche e private in genere), che siano quindi «suggerite le possibili soluzioni, azioni o iniziative utili per far fronte ai problemi individuati».

Capire quindi gli uffici e le competenze in materia ambientale e paesaggistica dell’Astral sarà la «mission» dell’ex sottosegretario, così come interloquire e magari risolvere le controversie ambientali con comitati e movimenti di settore. Ma perché lui? L’azienda motiva la decisione «dopo aver esaminato i curricula vitae in suo possesso» (quanti curricula sono arrivati per questo incarico?), mentre è Cento stesso che dichiara «di essere in possesso della professionalità necessaria e che intende, pertanto, accettare l’incarico…». Autoreferenza, insomma. Ovviamente l’ex leader dei Verdi non ha alcun rapporto di subordinazione, né vincoli di orari. Le spese per lo svolgimento della sua attività verranno regolarmente rimborsate, al di là dei 5 mila euro al mese.

Altri articoli sull’inchiesta “politici trombati” del Tempo.it

Riflessione minima:

Mentre l’Italia sta attraversando una delle peggiori crisi dal dopoguerra, la classe dirigente non perde occasione per non smentirsi, non sono le ragioni del socialismo liberal democratico che sono venute meno ” quelle sono valide ed attualia ancora oggi” MA E’ LA NOSTRA LEADERSCHIP CHE NON E’ PIU’ SOCIALISTA, ORMAI DA MOLTO TEMPO A PERSO IL SENSO PIU’ PROFONDO DI COSA VOGLIA DIRE POLITICA CHE OGGI DOVREBBE ESSERE PIU’ DI IERI “POLIETICA” NEL SENSO DI UNA LETTURA DEI FATTI REALI, E DELLA SUA PERSECUZIONE CON “MEZZI E FINI” PROCLAMATI.

Ma con questi esempi, come è possibile richiamare alla responsbilità sociale verso la comunità il Capitale, che di per se da che mondo è mondo cerca sempre una remunerazione a discapito del suo antagonista di sempre la forza lavoro ( altrimenti che cosa ci farebbero nel solito partito Colaninno e l’operaio della ThyssenKrupp).

E’ altrettanto chiaro che chi sà di non poter essere di esempio per sopravvivere…….. fa ancora leva sull’odio di classe (anche i ricchi devono piangere) ma purtroppo qui piangono solo i lavoratori, i pensionati e i precari, ridono solo gli industriali che operano sulla leva finanziaria, e i politici che non temono disoccupazione (anzi per loro un posto ben remunerato si trova sempre, in barba al merito).

CHI RAPPRENSENTA CHI IN QUESTO SCENARIO POLITICO?

Ci pensino bene le molti associazioni e fondazioni che stanno nascendo dentro il PD, perchè questo momento potrebbe essere l’ultima occasione per differenziarsi dal come fan tutti.

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Crolla la produzione industriale, -6,6% sull’anno scorso

Posted by ernestoscontento su luglio 12, 2008

La produzione industriale a maggio è diminuita del 6,6% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Lo comunica l’Istat, aggiungendo che l’indice della produzione corretto per i giorni lavorativi ha registrato un calo, sempre su base tendenziale, del 4,1% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 22 di maggio 2007).

L’indice ha invece segnato una flessione dell’1,4% rispetto ad aprile 2008; quest’ultimo è il dato peggiore da settembre 2007. Su base annua, l’indice grezzo aveva registrato a marzo scorso una diminuzione del 7,6%, che risentiva delle festività pasquali.

Sui dati negativi della produzione industriale registrati a maggio pesa soprattutto l’energia.

L’indice corretto per i giorni lavorativi ha infatti segnato, nel confronto con maggio 2007, una diminuzione per il raggruppamento dell’energia del 6,9%. L’indice destagionalizzato, rispetto ad aprile 2008, è invece diminuito del 3,7%, sempre per l’energia.

Il dato è in linea con quanto confermato dall’Isae a febbraio, evidenziando che la fiducia delle imprese era ai minimi del 2005.

Per l’Isae l’indice al netto dei fattori stagionali si era attestato a 89,8 dal 91,3 di gennaio, toccando i minimi da ottobre 2005. Il calo, spiegava la nota, era dovuto «soprattutto alla contrazione del portafoglio ordini, comune sia ai mercati interni sia a quelli esteri; si stabilizzano invece il livello delle scorte di magazzino e le aspettative di produzione».

Gli andamenti erano invece in parte divergenti guardando al dettaglio territoriale: l’indice cala infatti nettamente nel Nord Ovest (da 92,4 a 89,7), scende leggermente nel Nord Est e nel Centro (rispettivamente, da 87,4 a 87 e da 93,7 a 93,2), ma è in lieve miglioramento nel Mezzogiorno (da 93,3 a 93,6).

Secondo l’usuale focus trimestrale relativo ai dati per dimensione d’impresa, il calo della fiducia registrato tra novembre e febbraio nei dati aggregati (oltre due punti) è stato particolarmente marcato per le grandi imprese (oltre i 500 addetti), per le quali l’indicatore è sceso gradualmente da 92,2 di novembre a 88 di febbraio; il peggioramento è stato invece meno marcato per le imprese piccole (con meno di 100 addetti), per le quali l’indicatore è sceso sempre tra novembre e febbraio da 92,7 a 90,2.

Nelle medie imprese la fiducia infine è rimasta pressochè stazionaria (collocandosi oggi a 90,2 da 90,4 di novembre), pur registrando modeste oscillazioni su base mensile (un lieve calo a dicembre seguito da un recupero a gennaio e una nuova diminuzione a febbraio).

Il Monte ore lavorate non aumenta la produttività e il PIl resta al palo:

La stima delle ore lavorate dal 1993 al 2007

L’analisi dei dati dal 1993 al 2007 evidenzia tre distinti periodi in cui la dinamica del monte ore lavorate presenta andamenti differenziati (Grafico 1).

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Consumi: le famiglie tagliano sugli alimentari

Posted by ernestoscontento su luglio 12, 2008

Consumi, primo calo dal 2002: le famiglie tagliano sugli alimentari

ISTAT: I consumi delle famiglie Anno 2007- 08/07/2008 – file pdf pag.11

Dopo l’allarme della Confcommercio la conferma dell’Istat: calano i consumi delle famiglie italiane ed è la prima volta che accade dal 2002.

Nonostante, infatti, la spesa media mensile di ciascun nucleo sia aumentata passando dai 2.461 euro del 2006 ai 2.480 del 2007 (più 0,8%, pari alla non astronomica 19 euro) la crescita dei prezzi ha di fatto reso più debole il potere di acquisto delle famiglie.

Ecco perché nel 2007 c’è stato, per la prima volta negli ultimi sei anni, un calo in termini reali dei consumi.

Da nord a sud gli italiani si sono attrezzati, sfruttando l’innato talento nell’arte di arrangiarsi, per contenere il volume di beni totali acquistati. In alternativa, o sfruttando abilmente il mix tra le due strategie, hanno scelto prodotti più economici o di qualità inferiore. È quanto emerge dalla statistica sui consumi delle famiglie diffusa ieri dall’Istat.

« Si Registra un decremento reale della spesa, è quanto emerge dalla statisticha ISTAT sulle condizioni economiche e qualità della vita. Negli scorsi anni i consumi erano fermi, ora stanno calando. L’ultima riduzione risaliva al 2002».

Aumenta inesorabilmente l’affitto mensile per l’abitazione di 43 euro mensili per un totale di 516 euro l’anno.

Nel 2007, in particolare, la spesa per alimentari e bevande (che copre il 18,8% del totale dei consumi) è rimasta stabile: 466 euro contro i 467 del 2006.

Ma, rivela l’Istat, «sono sempre più numerose, oltre il 30%, con picchi del 50% al sud, le famiglie che dichiarano di aver limitato l’acquisto di prodotti o di aver scelto quelli di qualità inferiore».

Una strategia che il 33,2% dei nuclei applica all’acquisto del pane, il 38,5% a quello della pasta. Per carne, pesce e frutta sono rispettivamente il 45,3%, il 47,4% e il 43,2% le famiglie che o comprano meno o scelgono prodotti meno pregiati.

Le strategie per il risparmio, rileva l’istituto di statistica, sono messe in pratica lungo tutto lo Stivale.

Al nord questa ricetta per contenere le uscite è applicata dal 30% dei nuclei per il pane e dal 39% per carne e pesce. Al centro sono rispettivamente il 36% e il 47 per cento. Al sud, invece, si supera il 50 per cento. Ed è in aumento anche la quota di famiglie che comprano generi alimentari negli hard discount, passate dall’8,6 al 9,7 per cento.

Crescono, invece, le spese non alimentari (dai 1.994 euro del 2006 ai 2.014 del 2007). Ma non è una libera scelta: si tratta piuttosto di voci incomprimibili come la sanità (per l’aumento dei ticket) e i costi della casa.

In calo pronunciato l’acquisto di abbigliamento e calzature, con un 60% delle famiglie che dichiarano di aver contenuto la spesa o essersi rassegnate alla scelta di prodotti più scadenti.

In calo anche la quota di spesa per combustibili ed energia, arredamenti ed elettrodomestici e servizi per la casa.

Aumenta di 33 euro la rata media mensile del mutuo casa dal 2005 al 2007 per un totale annuo di 396 euro l’anno (e purtroppo con l’ultimo aumento di luglio voluto dalla BCE di di un quarto di punto questo capitolo di spesa è destinato ad aumentare ulteriormente)

Più contenute rispetto al 2006 anche le uscite economiche per comunicazioni, tempo libero e cultura.

Cresce invece la quota di spesa totale destinata ai tabacchi: le sigarette aumentano, lo stress anche e smettere diventa più difficile.

«Per fortuna le condizioni climatiche favorevoli dell’inverno 2007 hanno salvato in parte i bilanci familiari, consentendo di risparmiare sui combustibili e l’energia per il riscaldamento».

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