ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Archive for the ‘Management’ Category

Una società che funziona.

Posted by ernestoscontento su febbraio 15, 2008

Comunità, organizzazioni, sistema politico: una guida per comprendere il mondo contemporaneo

Autori e curatori:Peter F. Drucker

Collana: La società industriale e post-industriale –

Argomenti: Storia economica – Scenari. Innovazione. Gestione delle informazioni. – Scenari, terzo millennio, futuribili, problemi generali

Dati: pp. 240,1a edizione 2003 (Cod.1481.90)

Una guida per comprendere il mondo contemporaneo alla luce della storia socio-economica e politica. Una lezione del maestro dei maestri degli imprenditori, dirigenti e professional.

“Peter Drucker è un’illuminazione, per la chiarezza del suo pensiero e del suo modo di scrivere. In questo libro dimostra chiaramente che politica, economia, società e management sono meglio capiti insieme, non separatamente” (B. Emmott, editor, The Economist ).

Peter Drucker è conosciuto soprattutto come uno dei maggiori scrittori di management ma il management non è stato né il primo né il suo principale interesse.

I suoi interessi primari sono la comunità, in cui l’individuo ha status , e la società, in cui l’individuo ha funzione. È indubbio, per la complessità delle variabili in gioco e la difficoltà di definire scenari, che la considerazione del contesto in cui viviamo e delle sue possibili future evoluzioni sia oggi essenziale per decidere le strategie comportamentali di ciascuno di noi.

Questo libro presenta un quadro completo del pensiero di Drucker su comunità, società e struttura politica e costituisce non solo l’introduzione ideale alle sue idee su come costruire una società che funzioni ma anche uno strumento utilissimo per una riflessione sulle scelte che ognuno di noi deve fare.

Il volume è diviso in sette parti. Inizia con un’analisi delle basi su cui si fonda la società moderna, a partire dalla rivoluzione francese. Passa quindi a considerare come mai dall’illuminismo e dal liberalismo si è così spesso giunti a regimi totalitari. Approfondisce poi i mali dello Stato, aggravati dal passaggio dallo Stato nazionale al Megastato.

Analizza il nuovo pluralismo e la società delle organizzazioni e approfondisce i nuovi ruoli della grande impresa come istituzione sociale e politica. Introduce, quindi, la nuova visione del mondo, con il passaggio dal capitalismo alla knowledge society e dall’informazione alla comunicazione. Conclude infine dando un quadro particolarmente approfondito della prossima società.

Un testo da non perdere, da cui – qualsiasi siano le vostre idee – potrete ricavare stimoli, insegnamenti, considerazioni utili per il vostro futuro.

Indice:

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Bisogna Voler Vincere

Posted by ernestoscontento su febbraio 5, 2008

Bisogna voler Vincere

PD, UN MANUALE PER LA COMUNICAZIONE DEL NUOVO PARTITO

Esce in questi giorni per le edizioni Ponte Sisto “Bisogna voler vincere. Per la comunicazione del Partito Democratico” di Angelo Baiocchi (pagine 334, euro 15).
Un saggio di grandissima attualità: le “raccomandazioni d’agenzia” per la Comunicazione del nuovo Partito Democratico e un’ampia analisi della situazione politica italiana d’oggi, anche alla luce di una teoria dei sistemi mentali di destra e di sinistra.

Il libro vuole dare delle indicazioni su ciò che il nuovo partito dovrebbe fare in termini di comunicazione; l’autore le definisce “raccomandazioni d’agenzia”, come quelle che le agenzie di comunicazione danno ai loro clienti.

L’obiettivo è di dare un contributo, focalizzato sulla comunicazione e sul marketing, a ottenere consenso e poi a vincere: più precisamente a far vincere le elezioni a uno schieramento di centrosinistra di cui il Partito Democratico non può non essere la forza politica di riferimento.
Ma un libro militante deve basarsi, pena la sua inefficacia, anche su analisi realistiche e approfondite; deve cercare di individuare con equilibrio i punti di forza e i punti di debolezza della propria parte e dell’avversario; deve evitare una facile faziosità; non può insomma esimersi dall’essere tendenzialmente scientifico. E alle “raccomandazioni” Baiocchi fa precedere un’ampia analisi della situazione politica italiana e di quelli che definisce “i sistemi mentali” di destra e di sinistra.

I punti chiave:

1 Dati gli storici comportamenti delle forze di centrosinistra in Italia, la questione primaria non è tanto quella che bisogna saper vincere, quanto quella che bisogna voler vincere.

2 Il marketing e la comunicazione del centrosinistra sono più difficili di quelli del centrodestra. Per proporre soluzioni possibili e per comunicarle in maniera efficace e immediatamente comprensibile il centrosinistra deve produrre uno sforzo intellettuale, progettuale, addirittura immaginativo molto maggiore rispetto a quanto debba fare il centrodestra. E’ necessario inoltre fare uno sforzo importante per concepire le decisioni politiche anche in vista della loro comunicabilità.

3 La destra e la sinistra, appunto come sistemi mentali, esistono tuttora e giocano un ruolo importantissimo nel confronto politico italiano e non solo. Avanzare una proposta che punti al consenso della maggioranza dell’elettorato significa anche confrontarsi con quelle che l’autore chiama le “rocche di resistenza di destra e di sinistra”.

4 Il nuovo partito deve in ogni caso mantenere una identità e un posizionamento distintivi di centrosinistra, pur nel superamento delle inattuali e perdenti rigidezze ideologiche.

5 La vera novità nella comunicazione sta nella concretezza, nel creare un “sistema emozionale di concretezze”.

6 Il nuovo partito deve mutuare linguaggi e tecniche non solo dalla comunicazione aziendale ma anche e soprattutto da quella istituzionale e di servizio. Deve costruire una relazione stabile di fiducia con i cittadini attraverso la creazione di un sistema di comunicazione che lavori nel medio termine.

7 Una comunicazione seria e possibilmente vincente è anche una questione professionale e di organizzazione del lavoro. I partiti italiani, specialmente quelli progressisti, comunicano in genere in maniera culturalmente e tecnicamente un po’ vecchia. E il ricambio generazionale non sembra portare grandi cambiamenti.

8 La comunicazione non va intesa come immagine, come raccontare bene le cose indipendentemente da come si è. Va invece intesa come narrazione di un modo profondo di essere. Per questo, accanto a parole come marketing, posizionamento, target, sistema di comunicazione, nel libro si trovano ripetutamente parole come serietà, buona volontà, onestà intellettuale, coerenza, che rappresenterebbero la vera novità che il Partito Democratico deve far nitidamente percepire per sperare di avere successo ma anche per giustificare la propria stessa esistenza. Per comunicare in maniera nuova bisogna essere nuovi, ma nuovi sul serio, sapendo bene che novità e cambiamento sono i termini più inflazionati del linguaggio politico italiano. E su questo terreno l’opportunità è enorme, c’è una prateria vergine da occupare.

pdfIndice del Libro

Chi è Angelo Baiocchi

ANGELO BAIOCCHI è il direttore della comunicazione del Comune di Roma e insegna Marketing Aziendale e Pubblico all’Università “La Sapienza” di Roma.

In precedenza è stato ricercatore di Storia delle Dottrine Politiche all’Università Ca’ Foscari di Venezia e all’Istituto Universitario Europeo di Firenze.

Ha poi lavorato dieci anni alla Rai e, successivamente, è stato amministratore delegato di una grande società di comunicazione.

E’ autore di numerose pubblicazioni di storia del pensiero politico e di marketing e comunicazione.

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Ora inizia la campagna politica

Posted by ernestoscontento su febbraio 4, 2008

” L’uomo che ha inventato il management”

Per la Campagna Politica come ci attrezziamo?

Sul conflitto di interesse ci sputano addosso…..visto che era il nostro cavallo di battaglia ma non ci siamo nemmeno mossi in merito…..L’Antiberlusconismo è ormai logoro e poi se il 60% degli italiani stando ai sondaggi preferisce il CD, mi sembra un argomento spuntato……

E’ ormai risaputo che la battaglia politica si gioca al centro su quella quota di elettorato mobile che si sente a proprio agio sulla linea di confine può essere la destra della sinistra o la sinistra della destra senza che questo gli comporti particolari scombussolamenti dell’anima.
Se questi sono i miei clienti…..e se è quello il targhet che voglio conquistare sul mercato……devo ridefinire i miei valori e devo anche farli conoscere chiaramente…..

DAL MANUALE DEL BRAVO MANAGER:

SE IO DETENGO IL 30% DELLE QUOTE DI MERCATO, SE CONOSCO I MIEI CLIENTI…..MI DEVO DOMANDARE SE CONOSCO ANCHE IL

RESTANTE 70% DEI NON CLIENTI……SE VOGLIO ESPANDERE LE MIE QUOTE DI MERCATO???

PERCHE’ NON SONO MIEI CLIENTI?

COME FACCIO A FARMI CONOSCERE?

COSA DEVO FARE?

– LI DEVO CONVINCERE A COMPRARE IL MIO PRODOTTO

– DEVO EVIDENZIARE E VALORIZZARE LE DIFFERENZE DEL MIO PRODOTTO

– DEVO DIRE CHE LA GESTIONE DEL NEGOZIO E’ CAMBIATA ,E CHE NOI SIAMO PIU’ ATTENTI ALLA CLIENTELA

Insomma forse è venuto il momento per Veltroni dopo il discorso di Torino, di spiegarci perchè nelle sue lezioni sulla bella politica ci parla di Olf Palmer, di Bauman, Di Amatya Sen, di Bob Kennedy,DI GHANDHI, DI BERLINGUER, ecc..ecc.. QUALE’ LA VISIONE DEL MONDO DI QUESTI SIGNORI?

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Caminante, no hay camino (Viandante non esiste cammino) di Antonio Machado

Tutto passa e tutto resta,
però il nostro è passare,
passare facendo sentieri,
sentieri sul mare.
Viandante, sono le tue orme
Il cammino, nient’altro;
Viandante non esiste cammino,
La strada si fa camminando.
Camminando si fa la strada
E girando oltre la vista
Si vede il sentiero che mai
Si dovrà calpestare di nuovo.
Viandante, non esiste una strada
Ma soltanto scie sul mare.

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