ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Archive for the ‘P.D.’ Category

Salvate i germogli dalla gelata

Posted by ernestoscontento su dicembre 24, 2008

Il Natale che stiamo per festeggiare ci vede preoccupati per via della crisi globale che sta mettendo in seria discussione il nostro benessere.

Siamo tutti preoccupati, perché non siamo in grado di prevedere la durezza, e la durata, che questa crisi avrà sul nostro vivere quotidiano.

Ma possiamo avere una certezza e una speranza.

La certezza: è che nel mondo tutto scorre, e anche questa crisi passerà.

La speranza: è nella politica che guarda alle cose reali, ed è fatta con sentimento e senza cinismo. Una politica che guardi all’uomo e che sappia ritrovare le sue radici. Radici che devono guardare alle cose del mondo reale.

Un mondo fatto di città a vocazione industriale. Dove uomini e donne lavorano e traggono il sostentamento per il mantenimento delle loro famiglie.

Oggi su Repubblica (nella sezione regionale della Toscana) un segretario di partito scrive un articolo che sarebbe sicuramente riduttivo chiamarlo tale perché sono le preoccupazioni di un uomo.

Il titolo è ”Le banche facciano uno sforzo di solidarietà”, e richiama i problemi economici che attanagliano imprese e famiglie.

Ma il suo pensiero va anche ai bimbi dell’asilo in lista di attesa, e conclude dicendo che non è il momento di parlare dei leader di partito ma è il momento di “salvare i germogli dalla gelata”.

C’è speranza che dopo questa crisi il mondo sia un mondo migliore?

Se ognuno di noi, farà il suo lavoro, con serenità impegno e responsabilità, SI.

Ma c’è bisogno anche di politici veri che non dimenticano da dove vengono, e nell’interesse di chi hanno ricevuto il mandato .

Buon Natale a tutti.

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Stipendi d’oro per i politici trombati

Posted by ernestoscontento su luglio 12, 2008

Fonte: Il Tempo.it

Il lavoro lo trova uno su Cento.
Fuori dal Parlamento, ma pur sempre con un lavoro sicuro alle spalle. Così, Pier Paolo Cento, ex deputato dei Verdi, ex senatore, ex sottosegretario del governo Prodi, dopo la clamorosa debacle elettorale ha trovato un «nuovo» lavoro.

Si tratta di un contratto di collaborazione a progetto siglato il 13 giugno (ma esecutivo dal primo luglio), con la società regionale Azienda Strade Lazio spa. E già, all’interno di quella che si può definire l’Anas regionale, Paolo Cento darà il suo contributo «all’analisi, lo studio e all’individuazione delle azioni e delle problematiche in materia di compatibilità ambientale».

Il contratto, della durata di un anno, prevede un compenso di sessantamila euro, da corrispondere in 11 rate mensili di 5 mila euro ciascuna.

Ma per fare cosa?

E soprattutto, come si è arrivati a scegliere Paolo Cento per questo incarico?

Il progetto, che rientra nell’ambito organizzativo della società, si chiama: «Analisi e Procedure sulla compatibilità ambientale paesaggistica».

Di per sé non dice molto. Per scoprirlo occorre leggere attentamente il contratto. Ecco allora che «il Collaboratore deve effettuare una ricognizione di tutti gli interventi e le azioni sulla rete viaria regionale e, in relazione ad essi, assista e supporti l’Area Attività della Presidenza, nell’esaminare e individuare eventuali soluzioni, programmare e pianificare le relative attività, ogni qual volta sorgano, tanto internamente che per iniziativa di soggetti terzi, problematiche e questioni connesse con il tema della “compatibilità ambientale e paesaggistica”; sulla base di tale attività, il neo collaboratore Paolo Cento dovrà effettuare uno studio dove «siano individuati e descritti i problemi di natura tecnica, amministrativa, legale o organizzativa…tanto che essi riguardino la struttura interna dell’azienda (individuazione degli uffici interessati, rispettive competenze, proposte di modifiche organizzative, ecc), tanto che essi provengano da soggetti esterni (iniziative e azioni di enti locali, associazioni e movimenti ambientalisti, comitati locali, strutture pubbliche e private in genere), che siano quindi «suggerite le possibili soluzioni, azioni o iniziative utili per far fronte ai problemi individuati».

Capire quindi gli uffici e le competenze in materia ambientale e paesaggistica dell’Astral sarà la «mission» dell’ex sottosegretario, così come interloquire e magari risolvere le controversie ambientali con comitati e movimenti di settore. Ma perché lui? L’azienda motiva la decisione «dopo aver esaminato i curricula vitae in suo possesso» (quanti curricula sono arrivati per questo incarico?), mentre è Cento stesso che dichiara «di essere in possesso della professionalità necessaria e che intende, pertanto, accettare l’incarico…». Autoreferenza, insomma. Ovviamente l’ex leader dei Verdi non ha alcun rapporto di subordinazione, né vincoli di orari. Le spese per lo svolgimento della sua attività verranno regolarmente rimborsate, al di là dei 5 mila euro al mese.

Altri articoli sull’inchiesta “politici trombati” del Tempo.it

Riflessione minima:

Mentre l’Italia sta attraversando una delle peggiori crisi dal dopoguerra, la classe dirigente non perde occasione per non smentirsi, non sono le ragioni del socialismo liberal democratico che sono venute meno ” quelle sono valide ed attualia ancora oggi” MA E’ LA NOSTRA LEADERSCHIP CHE NON E’ PIU’ SOCIALISTA, ORMAI DA MOLTO TEMPO A PERSO IL SENSO PIU’ PROFONDO DI COSA VOGLIA DIRE POLITICA CHE OGGI DOVREBBE ESSERE PIU’ DI IERI “POLIETICA” NEL SENSO DI UNA LETTURA DEI FATTI REALI, E DELLA SUA PERSECUZIONE CON “MEZZI E FINI” PROCLAMATI.

Ma con questi esempi, come è possibile richiamare alla responsbilità sociale verso la comunità il Capitale, che di per se da che mondo è mondo cerca sempre una remunerazione a discapito del suo antagonista di sempre la forza lavoro ( altrimenti che cosa ci farebbero nel solito partito Colaninno e l’operaio della ThyssenKrupp).

E’ altrettanto chiaro che chi sà di non poter essere di esempio per sopravvivere…….. fa ancora leva sull’odio di classe (anche i ricchi devono piangere) ma purtroppo qui piangono solo i lavoratori, i pensionati e i precari, ridono solo gli industriali che operano sulla leva finanziaria, e i politici che non temono disoccupazione (anzi per loro un posto ben remunerato si trova sempre, in barba al merito).

CHI RAPPRENSENTA CHI IN QUESTO SCENARIO POLITICO?

Ci pensino bene le molti associazioni e fondazioni che stanno nascendo dentro il PD, perchè questo momento potrebbe essere l’ultima occasione per differenziarsi dal come fan tutti.

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Terza Via lo spirito del mondo

Posted by ernestoscontento su maggio 22, 2008

La Terza Via “Manifesto per la rifondazione della socialdemocrazia”

Autore: Giddens Anthony
Editore: Il Saggiatore
Pagine: 160
Data pubblicazione: 2001

NB: Non è più in commercio

Ispiratore della politica di Tony Blair, Giddens disegna una nuova alternativa sia alle diseguaglianze del neoliberalismo sia alle rigidità della vecchia socialdemocrazia. La “terza via” è dunque la costruzione di una società che premia l’innovazione e il dinamismo senza escludere gli strati sociali più deboli. L’autore propone un modello di stato che aiuti i suoi cittadini ad affrontare senza timori le nuove sfide dell’età globale, dai mutamenti nel mercato del lavoro alla crescita dei rischi ambientali, dalla mondializzazione della finanza ai problemi legati alla crescita dell’immigrazione.Con una prefazione di Romano Prodi.

VALORI, opprtunità per tutti, cittadino responsabile, comunità aperte, solidarietà, premiare i meriti, governo moderno, pragmatismo,

FATTI,sì alla sperimentazione, no alla cristallizzazione, cambiamento continuo, responsabilità.

OBIETTIVI, pace, uguaglianza, progresso sociale, stato amico.

Come coniugare solidarismo ed efficienza, liberalismo e giustizia sociale.

Che cosa significava “terza via”:

Nella visione di Anthony Giddens (1) una via di mezzo, un incrocio tra socialdemocrazia e neoliberalismo che valorizzi quel che di meglio hanno da darci queste due ispirazioni di politica economica, che sono anche due culture e due visioni dell’individuo e del mondo. Né con Keynes né con la Thatcher, prima di tutto.

Ma anche un pò con l’uno e un pò con l’altra.

Perchè?

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Costo dei programmi a confronto

Posted by ernestoscontento su febbraio 17, 2008

Qui sotto viene riportato uno studio del sole 24 ore sul costo dei due programmi elettorali dei maggiori partiti Italiani PD e PDL.

Ognuno di noi potrà trarre le proprie conclusioni.

Io faccio notare che partiti nuovi, dovrebbero ambire anche ad un modo nuovo di esporre i programmi, magari indicando anche la copertura di spesa (per sommi capi si intende).

Quando si pensa ad un programma elettorale di spesa pubblica, si dovrebbe far capire se si intende aumentare soltanto la spesa corrente, il che poi si traduce in maggiori oneri o in minor servizi per i cittadini, oppure viceversa si prevede anche una riduzione di spesa.

Questo criterio non è da sottovalutare, evidenzia un cambio di tendenza, in quanto viene previsto uno spostamento di risorse economiche verso i bisogni della collettività razionalizzando le spese in essere.

In Italia ci sono molti sprechi di denaro pubblico, se cominciamo a capire che la razionalizzazione della spesa pubblica può essere spostata in favore dei bisogni collettivi, e che migliorando l’efficienza del sistema e la qualità della spesa, si può migliorare tutto il sistema paese senza incidere sulle tasse degli Italiani, tutti sappiamo che ad oggi la pressione fiscale in Italia è oltre la media dei paesi Europei.

Sappiamo anche che una pressione fiscale oltre la misura Europea, danneggia il tenore di vita dei lavoratori dipendenti, blocca la crescita interna per via dei bassi consumi, e danneggia la competitività delle imprese che sono la struttura produttiva del paese.

Costo dei due programmi a confornto

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Primarie per il PD

Posted by ernestoscontento su febbraio 14, 2008

Sul Tirreno di oggi 14/02/2008 c’è un articolo di Mario Lancisi sulle primarie del Partito democratico (clicca sull’immagine sopra per andare sul sito menzionato nell’articolo del Tirreno).

Inutile dire che qualunque scelta che limitala libertà di decisione dei cittadini, viene vissuta come una restrizione all’apertura dei partiti, o meglio viene percepita come la protezione dello status quo di una Nomenklatura politica aderente ad una Casta privilegiata, indipendentemente dal merito sulle persone.

In rete si è acceso un dibattito, che se non troverà una sua mediazione politica, rischia di vanificare gli sforzi di Walter Veltroni, e la scelta coraggiosa di candidarsi da solo.

I giovani vogliono emergere e dimostrare le loro competenze, i politici di professione da tempo ormai non sono più abituati a vivere l’impegno politico come un mandato temporaneo nell’interesse della comunità.

La situazione Italiana è quel che è, in entrambi i poli c’è una riproposizione della
nomenclatura partitica ( insomma si vede sempre i soliti noti).

Assistiamo ai discorsi che ci indicano nuovi percorsi di vita, nuove soluzioni economiche, nuove idealità per stare insieme, perché L’Italia va male!!!!.

Ma non vediamo facce nuove a proporre quelle soluzioni e , non vediamo neanche la possibilità di sceglierlo chi ci deve guidare nel nuovo , sembriamo prigionieri di una classe dirigente, che è incapace di formularsi la seguente domanda, MA SE L’ITALIA VA MALE, LA COLPA DI CHI E’?

I cittadini di chi è la responsabilità lo sanno……MA I NOSTRI POLITICI EVITANO ATTENTAMENTE LA DOMANDA, PER NON DARE UNA RISPOSTA CHE LASCIA POCHE E STRETTE INTERPRETAZIONI IN MERITO.

Altri siti che trattano il tema delle primarie:

PD Primarie

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Bisogna Voler Vincere

Posted by ernestoscontento su febbraio 5, 2008

Bisogna voler Vincere

PD, UN MANUALE PER LA COMUNICAZIONE DEL NUOVO PARTITO

Esce in questi giorni per le edizioni Ponte Sisto “Bisogna voler vincere. Per la comunicazione del Partito Democratico” di Angelo Baiocchi (pagine 334, euro 15).
Un saggio di grandissima attualità: le “raccomandazioni d’agenzia” per la Comunicazione del nuovo Partito Democratico e un’ampia analisi della situazione politica italiana d’oggi, anche alla luce di una teoria dei sistemi mentali di destra e di sinistra.

Il libro vuole dare delle indicazioni su ciò che il nuovo partito dovrebbe fare in termini di comunicazione; l’autore le definisce “raccomandazioni d’agenzia”, come quelle che le agenzie di comunicazione danno ai loro clienti.

L’obiettivo è di dare un contributo, focalizzato sulla comunicazione e sul marketing, a ottenere consenso e poi a vincere: più precisamente a far vincere le elezioni a uno schieramento di centrosinistra di cui il Partito Democratico non può non essere la forza politica di riferimento.
Ma un libro militante deve basarsi, pena la sua inefficacia, anche su analisi realistiche e approfondite; deve cercare di individuare con equilibrio i punti di forza e i punti di debolezza della propria parte e dell’avversario; deve evitare una facile faziosità; non può insomma esimersi dall’essere tendenzialmente scientifico. E alle “raccomandazioni” Baiocchi fa precedere un’ampia analisi della situazione politica italiana e di quelli che definisce “i sistemi mentali” di destra e di sinistra.

I punti chiave:

1 Dati gli storici comportamenti delle forze di centrosinistra in Italia, la questione primaria non è tanto quella che bisogna saper vincere, quanto quella che bisogna voler vincere.

2 Il marketing e la comunicazione del centrosinistra sono più difficili di quelli del centrodestra. Per proporre soluzioni possibili e per comunicarle in maniera efficace e immediatamente comprensibile il centrosinistra deve produrre uno sforzo intellettuale, progettuale, addirittura immaginativo molto maggiore rispetto a quanto debba fare il centrodestra. E’ necessario inoltre fare uno sforzo importante per concepire le decisioni politiche anche in vista della loro comunicabilità.

3 La destra e la sinistra, appunto come sistemi mentali, esistono tuttora e giocano un ruolo importantissimo nel confronto politico italiano e non solo. Avanzare una proposta che punti al consenso della maggioranza dell’elettorato significa anche confrontarsi con quelle che l’autore chiama le “rocche di resistenza di destra e di sinistra”.

4 Il nuovo partito deve in ogni caso mantenere una identità e un posizionamento distintivi di centrosinistra, pur nel superamento delle inattuali e perdenti rigidezze ideologiche.

5 La vera novità nella comunicazione sta nella concretezza, nel creare un “sistema emozionale di concretezze”.

6 Il nuovo partito deve mutuare linguaggi e tecniche non solo dalla comunicazione aziendale ma anche e soprattutto da quella istituzionale e di servizio. Deve costruire una relazione stabile di fiducia con i cittadini attraverso la creazione di un sistema di comunicazione che lavori nel medio termine.

7 Una comunicazione seria e possibilmente vincente è anche una questione professionale e di organizzazione del lavoro. I partiti italiani, specialmente quelli progressisti, comunicano in genere in maniera culturalmente e tecnicamente un po’ vecchia. E il ricambio generazionale non sembra portare grandi cambiamenti.

8 La comunicazione non va intesa come immagine, come raccontare bene le cose indipendentemente da come si è. Va invece intesa come narrazione di un modo profondo di essere. Per questo, accanto a parole come marketing, posizionamento, target, sistema di comunicazione, nel libro si trovano ripetutamente parole come serietà, buona volontà, onestà intellettuale, coerenza, che rappresenterebbero la vera novità che il Partito Democratico deve far nitidamente percepire per sperare di avere successo ma anche per giustificare la propria stessa esistenza. Per comunicare in maniera nuova bisogna essere nuovi, ma nuovi sul serio, sapendo bene che novità e cambiamento sono i termini più inflazionati del linguaggio politico italiano. E su questo terreno l’opportunità è enorme, c’è una prateria vergine da occupare.

pdfIndice del Libro

Chi è Angelo Baiocchi

ANGELO BAIOCCHI è il direttore della comunicazione del Comune di Roma e insegna Marketing Aziendale e Pubblico all’Università “La Sapienza” di Roma.

In precedenza è stato ricercatore di Storia delle Dottrine Politiche all’Università Ca’ Foscari di Venezia e all’Istituto Universitario Europeo di Firenze.

Ha poi lavorato dieci anni alla Rai e, successivamente, è stato amministratore delegato di una grande società di comunicazione.

E’ autore di numerose pubblicazioni di storia del pensiero politico e di marketing e comunicazione.

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Ora inizia la campagna politica

Posted by ernestoscontento su febbraio 4, 2008

” L’uomo che ha inventato il management”

Per la Campagna Politica come ci attrezziamo?

Sul conflitto di interesse ci sputano addosso…..visto che era il nostro cavallo di battaglia ma non ci siamo nemmeno mossi in merito…..L’Antiberlusconismo è ormai logoro e poi se il 60% degli italiani stando ai sondaggi preferisce il CD, mi sembra un argomento spuntato……

E’ ormai risaputo che la battaglia politica si gioca al centro su quella quota di elettorato mobile che si sente a proprio agio sulla linea di confine può essere la destra della sinistra o la sinistra della destra senza che questo gli comporti particolari scombussolamenti dell’anima.
Se questi sono i miei clienti…..e se è quello il targhet che voglio conquistare sul mercato……devo ridefinire i miei valori e devo anche farli conoscere chiaramente…..

DAL MANUALE DEL BRAVO MANAGER:

SE IO DETENGO IL 30% DELLE QUOTE DI MERCATO, SE CONOSCO I MIEI CLIENTI…..MI DEVO DOMANDARE SE CONOSCO ANCHE IL

RESTANTE 70% DEI NON CLIENTI……SE VOGLIO ESPANDERE LE MIE QUOTE DI MERCATO???

PERCHE’ NON SONO MIEI CLIENTI?

COME FACCIO A FARMI CONOSCERE?

COSA DEVO FARE?

– LI DEVO CONVINCERE A COMPRARE IL MIO PRODOTTO

– DEVO EVIDENZIARE E VALORIZZARE LE DIFFERENZE DEL MIO PRODOTTO

– DEVO DIRE CHE LA GESTIONE DEL NEGOZIO E’ CAMBIATA ,E CHE NOI SIAMO PIU’ ATTENTI ALLA CLIENTELA

Insomma forse è venuto il momento per Veltroni dopo il discorso di Torino, di spiegarci perchè nelle sue lezioni sulla bella politica ci parla di Olf Palmer, di Bauman, Di Amatya Sen, di Bob Kennedy,DI GHANDHI, DI BERLINGUER, ecc..ecc.. QUALE’ LA VISIONE DEL MONDO DI QUESTI SIGNORI?

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Caminante, no hay camino (Viandante non esiste cammino) di Antonio Machado

Tutto passa e tutto resta,
però il nostro è passare,
passare facendo sentieri,
sentieri sul mare.
Viandante, sono le tue orme
Il cammino, nient’altro;
Viandante non esiste cammino,
La strada si fa camminando.
Camminando si fa la strada
E girando oltre la vista
Si vede il sentiero che mai
Si dovrà calpestare di nuovo.
Viandante, non esiste una strada
Ma soltanto scie sul mare.

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Dentro i DS

Posted by ernestoscontento su ottobre 22, 2007

Interessante Paper di Rosa Mulé, che conduce un sondaggio fra gli iscritti dei DS e RC.

Dipartimento di Politica, Istituzioni e Storia Bologna University

Mutamenti nella democrazia infrapartitica: dalla teoria ai dati e ritorno. Analisi di un sondaggio agli iscritti DS e RC

Il Paper analizza il grado di soddisfacimento della base sociale nei confronti dei Leader, democratizzione del partito e altri dati.

pdfPaper file pdf

Inoltre in questi giorni è uscito sempre di Rosa Mulé, il sggio “Dentro i DS Eiditore il Mulino”

Breve Descrizione del saggio dal sito dell’editore:

Dalla svolta della Bolognina il maggiore partito della sinistra italiana è profondamente cambiato.

L’organizzazione si è progressivamente alleggerita: negli ultimi venti anni il numero delle strutture periferiche si è dimezzato e la loro attività di proselitismo è molto diminuita.

Gli iscritti al solo Pds/Ds sono in media più giovani, con un’istruzione di livello superiore e un’appartenenza più labile in termini di classe sociale e di tradizione familiare.

A fronte di questi cambiamenti, il riorientamento ideologico in senso riformista operato dai leader a partire dai primi anni ’90 non ha convinto la maggioranza degli iscritti.

Nella cultura politica degli aderenti ai Ds predominano elementi di tradizionalismo e conservatorismo, che si esprimono in una forte condanna del capitalismo e degli Usa come potenza imperialista.

Inaspettatamente, sono i giovani a reclamare la riaffermazione di una certa purezza dottrinaria, mentre coloro che provengono dal Pci sono meno disposti a sacrificare la vittoria elettorale sull’altare dell’ideologia.

Questa prima inchiesta nazionale sugli aderenti ai Democratici di sinistra mostra una difficile sedimentazione di culture diverse, insieme a stridenti contraddizioni tra innovazione e continuità.

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Dal Paper e dal saggio probabilmente emerge anche una lettura del voto delle primarie, ma di sicuro emerge una differenza di vedute fra i leader e la base sociale soprattutto più giovane.

Weltroni ne dovrà tenere di conto.

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Partito Democratico base votante 3.517.370! DEVE E’ LA FESTA?

Posted by ernestoscontento su ottobre 20, 2007

Le Primarie sono state sicuramente un evento per l’aspetto Democratico di partecipazione al voto, quando il popolo si esprime civilmente la Democrazia si esprime materialmente.

Ma in merito all’enfasi del risultato questo è apprezzabile, visto il clima della politica attuale, se consideriamo i sedicenni e gli estracomunitari, che non hanno votato alle primarie per Prodi nel 2005, ci rendiamo conto che:

– L’Italia è quella che era prima delle elezioni politiche, ne più ne meno.

– MA SOPRATUTTO L ‘ITALIA E’ SEMPRE QUI CON I SOLITI PROBLEMI DA RISOLVERE.

pdf File pdf con il raffronto fra le primarie del 2005 e 2007

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Enrico Berlinguer “La Questione Morale”

Posted by ernestoscontento su settembre 29, 2007

“La questione morale è la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, l’effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico”

 

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Intervista a Enrico Berlinguer

«I partiti sono diventati macchine di potere»

«I partiti non fanno più politica», dice Enrico Berlinguer.

«I partiti hanno degenerato e questa è l’origine dei malanni d’Italia».

Eugenio Scalfari

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