ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

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Il video di Google ha sollevato una denuncia sul bullismo

Posted by ernestoscontento su novembre 25, 2006

MEDIA E TECNOLOGIE

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 25/11/2006

Livorno, 25 Novembre 2006

Confesso volevo scrivere un articolo sull’attuale situazione italiana, ma lo rimando, perché?Leggendo l’articolo di Donatella Papi è condividendone la critica finale che impone a noi genitori troppo
democratici (noi genitori democratici, era il titolo di un articolo sul Sole 24 ore di qualche anno fa, che evidenziava già allora certi pericoli nel modo di educare gli adolescenti) di rivedere è correggere il modo di rapportarci con i nostri figli, certo non è facile, il mestiere di genitore non si impara facendo un corso ad hoc, inoltre il mondo corre velocemente molto più di prima e con esso anche i costumi cambiano
velocemente, tutto questo certo non aiuta nel mestiere di genitore.
Io posso solo dire, che a mio figlio ho insegnato che il coraggio non è nell’uomo forte che fa il prepotente con uno meno forte..ma casomai è l’opposto. Ricordate quel barbone Romano che difese due ragazze da degli scippatori, rimanendo ferito per le bastonate ricevute, ecco io quel giorno a mio figlio dissi: che l’azione fatta da quell’uomo non era incoscienza, ma senso civico e,in quel gesto doveva vedere un uomo coraggioso è non incosciente ( il Presidente C.A. Ciampi gli ha riconosciuto la medaglia doro al valor civile). Condivido anche la parte che riguarda le responsabilità di google che non ci sono per i motivi da lei esposti è che ci invita a vedere il bicchiere mezzo pieno, nel senso che senza Google oggi quel ragazzo subirebbe ancora le prepotenze dei suoi coetanei. La rete, a le stesse insidie che ci sono nel camminare in una metropoli di notte, ne più ne meno, ma non per questo noi ci limitiamo nel vivere il quotidiano.
Rimango invece colpito e, vorrei approfondire questo pensiero di Donatella. “Vi siete accorti che da un po’ di tempo a questa parte non si fa altro che parlare di leggi speciali, di eserciti, di divieti, di neccesità di misure contenitive di comportamenti che pare gli uomini non sappiano più assumere da soli?”. Leggendo queste righe mi sono subito apparse nella memoria una affermazione e un ammonimento.

L’affermazione è di Tiziano Terzani che scrive nel suo ultimo libro “La fine e il mio inizio” ” le guerre iniziano sempre con la demonizzazione dell’avversario”.

L’avvertimento invece e di Ralf Gustav Dahrendorf che nel suo libro “Quadrare il cerchio” ( Laterza 1995) lancia un ammonimento alla tentazione di derive autoritarie.
Scrive Dahrendorf ” Cambiare benessere economico, coesione sociale e libertà politica è la sfida che si trovano di fronte le società del duemila. Alcune hanno gia rinunciato alla libertà individuale, altre rischiano di perdere il benessere o la coesione sociale. Riusciremo a quadrare il cerchio?”.

Ma in sostanza su cosa ci mette in guardia Dahrendorf ?Per restare competitivi in un mercato mondiale in crescita devono prendere misure destinate a danneggiare irreparabilmente la coesione della rispettive società civili.

Dal suo punto di vista “i paesi industrializzati, hanno raggiunto un livello di sviluppo in cui le opportunità economiche dei loro cittadini mettono capo a scelte drammatiche.Se sono impreparati a prendere queste misure, devono ricorrere a restrizioni delle libertà civili e della partecipazione politica che configurano addirittura un nuovo autoritarismo” ( pag 13 e 14 del libro).

TENTAZIONI AUTORITARIE ” La fusione di competitività globale e di disintegrazione sociale non è una condizione favorevole alla costituzione di libertà. La libertà fiorisce: fiducia in se stessi e nelle opportunità offerte dal proprio ambiente, ma anche nella capacità del gruppo sociale del gruppo sociale in cui si vive di garantire certe regole fondamentali, lo stato di diritto” ( pag.45 del libro).

Conclude dicendo che quando la fiducia viene a mancare, anche la libertà arretra su posizioni meno articolate, quelle della guerra contro tutti e contro tutto. Va detto che è lo stesso Dahrendorf che successivamente nel suo libro “Dopo la Democrazia” (Laterza 2001) dirà che nelle previsioni fatte nel suo libro “quadrare il cerchio” in alcune era stato troppo pessimista.
Ernesto aggiunge! che l’autocritica non era per gli esempi sopra esposti, ma sull’evoluzioni del mondo asiatico e dei paesi post comunisti.

Mi fermo qui, e sono certo che capirete il mio brivido quando ho letto l’articolo di Donatella Papi, mi scuso per aver fatto un articolo dove prevalentemente riporto il testo di altri autori, ma lo fatto volutamente, per dare spessore alla riflessione che dovrebbe emergere pensando all’attuale situazione che vive L’Italia.

ernesto scontento

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La vittoria di Ségolène Royal, cambierà il modo di comunicare dei politici?

Posted by ernestoscontento su novembre 19, 2006

Blog di Ségolène Royal

Livorno, 19 Novembre 2006

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 20/11/2006

Ora potete scommetterci!!! Dopo la vittoria di Ségolène Royal, anche i politici Italiani correranno a costruirsi un Blog.

Ségolène Royal ha vinto le primarie Francesi,invertendo tutte le regole consolidate per la Francia è in politica.

Ma andiamo per ordine:

– Intanto è la prima volta che i Francesi puntano su una donna per l’Eliseo.

– Nel PSF sono iscritti 200.000 persone e, sono 170.000 i Francesi che si sono recati alle primarie.
– Ségolène ha capito che doveva arrivare a tutti gli elettori e farli sentire partecipi.

Il primo punto si commenta da se, non c’è mai stata un’altra donna in Francia, su cui abbia mai scommesso un partito per conquistare l’Eliseo.

Il secondo punto non è eclatante,ma significativo in termini di percentuali, 85% degli iscritti al PSF si è espresso sul suo leader. In futuro questo rafforzerà la leaderschip di Ségolène, essendo espressione diretta della sua base elettorale.

Il terzo punto è la vera novità! Perché?

Semplice Ségolène ha applicato il principio della Democrazia partecipativa, come? Arrivando a tutti gli iscritti del suo partito, non solo partecipando ai dibattiti ma utilizzando la rete.
Chi, come il sottoscritto, partecipa spesso agli incontri di carattere politico, sa perfettamente che esiste un problema in Italia! Lo scarso interesse dei giovani a venire alle riunioni, sia perché sono sfiduciati di poter incidere sulle scelte,sia perché flessibili nel senso che non voglio vincoli di orario (il vennerdi e il sabato sera sono fatti per divertirsi, ed è anche giusto) ; i giovani preferiscono comunicare i propri bisogni tramite la rete,la rete è per loro, quello che per la mia generazione è stato il telefono o il giornalino della scuola, ma molto più potente sia per velocità che per divulgazione, un pensiero in rete viene letto da centinaia di persone.

Ma se questo messaggio è rivolto ad un leader di partito e se questo leader raccoglie la maggioranza dei messaggi che convergono fra loro, partendo dal presupposto che la convergenza è una esigenza popolare (quello che una volta si chiamava il comun sentire); Bè allora qui è inutile che i nostri Baroni politici è quelli Francesi,si affannino a dire che questo modo di agire si chiama populismo, perchè si chiama Democraziapartecipativa o meglio governo del popolo.

Sarebbe populismo se un politico promettesse ciò che non può fare, esempio: alcune scelte non dipendono dagli stati membri appartenenti alla comunità Europea ma sono da concordare con la U.E.

Sarebbe populismo, se un politico, eccederebbe in tal senso rimanendo imbrigliato negli umori popolari, che come diceva Macchiavelli al principe il “popolo è volubile”.

Ma se un politico basa la sua campagna elettorale su il comun sentire e agisce su di esso, questo modo di agire si chiama politica, in fondo un partito è tale se porta i suoi uomini nelle stanze del potere, per fare gli interessi degli elettori che rappresenta.

Oggi non e più possibile attuare la Polis Greca, i motivi sono ovvi, Atene era una città ma di dimensioni ridotte, inoltre non tutti avevano diritto o potevano partecipare al dibattito pubblico.

Per certi versi da dopo la caduta del muro di Berlino, alcuni soggetti sono rimasti esclusi dal dibattito politico, vuoi per la struttura dei partiti ma anche per la caduta delle ideologie, basta confrontare gli iscritti ai partiti di oggi con quelli degli anni 70 e 80.

Ecco, la rete colmerà questo deficit è riporterà la politica vicina al popolo e, quando la politica ascolta il popolo si chiama Democrazia.

Oggi potete scommetterci che molti leader di partito rispolvereranno i loro blog, messi sù prima delle elezioni è subito abbandonati dopo essere stati eletti.

Ma,dovranno abituarsi ad ascoltare e, non fare come ha fatto L’Unione, durante l’approvazione dell’indulto, ricevendo in un solo giorno trecento commenti di dissenso, per la proposta di legge così come era stata presentata per l’eccessiva estenzione dei reati, che rientravano all’interno della legge sull’indulto, ha preferito chiudere il suo sito, invece di ascoltare.

Se andate sul sito Dell’Unione, trovate questa scritta,Sito temporaneamente non disponibile.
Ci scusiamo per l’inconveniente, il sito è attualmente in manutenzione.

MA SE IL SITO DELL’ UNIONE E’ CHIUSO!!!

IO COME PARTECIPO ? COME SCELGO? COME GOVERNO?

Oggi però molti politici dell’ Unione, dicono di essere pentiti per aver approvato l’indulto così comè……..se ascoltavano il comun sentire era meglio! venivano guidati.

ernesto scontento

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