ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Archive for giugno 2007

Posted by ernestoscontento su giugno 26, 2007

Articolo Pubblicato su : RESET – La libera voce della società civile Italiana

In Italia, Usa e Regno Unito sempre più stranieri, Come gestirli ?

Le migrazioni internazionali verso i paesi Ocse sono cresciute nel 2005 dell’11%, invece le domande di asilo sono scese del 15%. Stati Uniti, Regno Unito ed Italia sono i Paesi in cui si sono registrati i maggiori aumenti migratori: questi i dati secondo l’annuale rapporto «Prospettive delle migrazioni internazionali» dell’Organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico.

Il rapporto rileva che nell’insieme della zona Ocse la crescita della popolazione residente legalmente è stata tra i 3,5 e i 4 milioni nel 2005 rispetto all’anno precedente. Gli aumenti più forti si sono registrati negli USA (+164.500), nel Regno Unito (+55.000) e in Italia (+31.000). Diminuzioni si sono registrate in Francia (-5.200), in Germania (-13.000) e in Svizzera (-2.000). Queste cifre riguardano solo l’immigrazione legale e permanente.

Per l’immigrazione illegale il rapporto segnala che negli Usa nel periodo 2000-2004 è stata in media di 620 mila persone l’anno. In Europa il livello dell’immigrazione illegale è nell’ordine dell’uno per cento della popolazione. Le migrazioni familiari rappresentano la maggioranza nei flussi a carattere permanente, il 70% negli Usa ma solo un terzo in Giappone e Gran Bretagna. I movimenti migratori legati al lavoro sono importanti in Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Portogallo, Svezia e Gran Bretagna, dove rappresentano tra il 30% ed il 40% dell’insieme dei flussi.

Il numero delle domande d’asilo nel 2005 è sceso ulteriormente arrivando a circa 300 mila domande (-15%), la metà rispetto al 2000. Sono state 42 mila in Francia e circa 30 mila in Germania e Gran Bretagna.

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  • Approfondimenti:
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In Italia l’11% delle famiglie vive in povertà

Posted by ernestoscontento su giugno 25, 2007

Quota di famiglie povere per area di residenza

 

Fonte Grafico: Lavoce.info


Il rapporto Istat mostra che la percentuale di famiglie povere non è cambiata rispetto al 2004.

Le più disagiate: famiglie numerose e famiglie giovani
Nel 2005 resta stabile all’11% circa la percentuale di famiglie italiane in condizione di povertà.

È quanto emerge da un rapporto Istat pubblicato stamani, in cui si spiega che vengono classificate come povere le famiglie di due componenti che hanno una spesa mensile pari o inferiore, nel 2005, a 936,58 euro.
L’indagine è condotta su un campione, dunque il valore che si otterrebbe osservando l’intera popolazione è compreso, con una probabilità del 95%, tra 10,6% e 11,6%, aggiunge l’Istituto di statistica.
La soglia di povertà relativa è calcolata sulla base della spesa familiare rilevata dall’indagine annuale sui consumi .
Nel 2005 le famiglie in condizione di povertà relativa sono 2 milioni 585 mila, pari all’11,1% delle famiglie residenti in Italia.
Si tratta complessivamente di 7 milioni 577 mila individui, il 13,1% dell’intera popolazione”, si legge nel rapporto.
“La diminuzione dell’incidenza della povertà relativa non risulta statisticamente significativa e mostra quindi come la povertà sia sostanzialmente stabile rispetto al 2004”
Restano poi confermati sia il divario tra Nord e Sud, il Mezzogiorno mantiene gli elevati livelli di incidenza raggiunti nel 2004, sia le principali caratteristiche delle famiglie in condizione di povertà: famiglie con cinque o più componenti, famiglie con figli minori, famiglie con componenti in cerca di occupazione o con bassi profili professionali, famiglie con anziani.
A livello territoriale non si osservano variazioni statisticamente significative fra il 2004 e il 2005, mentre la povertà si riduce fra le famiglie con anziani, in particolare tra gli anziani soli o in coppia, tra le famiglie con persona di riferimento ultrasessantacinquenne, tra quelle con a capo un ritirato dal lavoro o una persona con basso titolo di studio.
Peggiora invece la condizione delle famiglie più ampie, in particolare quelle con membri aggregati residenti nel Mezzogiorno, delle famiglie con un elevato numero di componenti residenti nel Centro, e di quelle settentrionali con persona di riferimento giovane o lavoratore dipendente.

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  • Approfondimenti:

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L’ audacia della speranza. Il sogno americano per un mondo nuovo

Posted by ernestoscontento su giugno 24, 2007

Articolo Pubblicato su : RESET – La libera voce della società civile Italiana

FONTE: SITO EDITORE RIIZZOLI

Autore Obama Barack


Il sogno americano per un mondo nuovo

Con un’introduzione di Walter Veltroni.

Qualche anno fa, con il discorso introduttivo alla convention del Partito democratico entusiasmò il pubblico, ricordando quell’ottimismo nel futuro, da lui definito “audacia della speranza”, che ha sempre guidato il popolo americano.

Avvocato, esperto di diritti civili, senatore per l’Illinois nelle file dei democratici moderati, Barack Obama è uno dei candidati favoriti alla nomination democratica per le elezioni presidenziali del 2008.

Mentre la sua principale avversaria, Hillary Clinton, è l’espressione di una dinastia e dell’establishment, “il Kennedy nero”, come è stato battezzato, è il leader carismatico che rappresenta il cambiamento.

In questo libro, Obama si racconta: essere nato da una madre del Kansas e un padre keniano, aver avuto un patrigno indonesiano e aver vissuto la sua giovinezza tra Hawaii e Indonesia lo rendono capace di rivelare con lucidità i difetti del mondo globalizzato.

E di mettere a punto un “piano di battaglia” e un concreto progetto di “frontiera” per affrontare i gravi problemi del gigante malato: la crescente insicurezza economica delle famiglie americane, le tensioni razziali e religiose interne al corpo politico, le minacce globali, dal terrorismo agli imminenti pericoli ecologici.
Di fronte a questo, sostiene, sono necessari investimenti pubblici nell’educazione, nella scienza e nella tecnologia e nell’energia come chiave per la creazione di nuove opportunità. Ma anche un ritorno allo spirito democratico e ai valori che sono alla base della Costituzione.

E il coraggio di offrire un nuovo sogno ai cittadini statunitensi e a tutti i popoli del mondo. “L’audacia della speranza” è un libro sulla trasformazione del potere che offre la possibilità di avvicinarci ai programmi e alla vita privata di uno dei protagonisti del nostro futuro immediato.
“Se c’è una chiave del successo e del fascino che oggi Barack Obama esercita sugli americani, e non solo su di loro, è proprio questa: la capacità di accendere la speranza , di scaldare i cuori e di far sognare; di cercare, in un Paese che appare stanco delle lotte ideologiche combattute con toni aspri, ciò che unisce e non ciò che divide.”

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Habemus Papam “Veltroni”

Posted by ernestoscontento su giugno 22, 2007

Articolo Pubblicato su : RESET – La libera voce della società civile Italiana

Walter Veltroni scioglierà la sua riserva solo mercoledì. Non prima di quel giorno si saprà se l’attuale sindaco di Roma sarà il candidato leader del Partito democratico. Il sì ufficiale arriverà da Torino, dove Veltroni terrà una lEzione sulla “bella politica”.

Una coincidenza probabilmente, ma certo una ricorezza che vuole essere di buon auspicio per la nuova avventura del sindaco più amato d’Italia, che avrà il duro compito di riportare la bella politica al centro di un dibattito politico che è sempre più caratterizzato da toni aspri, polemici di scarso contenuto.

Veltroni, braccato ieri dai giornalisti dopo un incontro con il vicepremier Francesco Rutelli, ha detto di aver per le mani un sondaggio che vede il Partito democratico vicino ad un 35% dei consensi.

“E’ esattamente la cifra che mi era capitata di dire qualche settimana fa – ha detto Veltroni -. Penso che questo sia l’orizzonte al quale il Pd deve guardare, e anche cercare di andare oltre. Un’altra cosa che mi conforta è che il sondaggio dice che l’Unione sarebbe tornata in testa. Questa conferma che se il Pd cresce, cresce anche l’Unione e viceversa”.

Dal centrodestra, il leader Silvio Berlusconi legge nella candidatura a leader del Pd di Veltroni, il chiaro segnale che Ds, Margherita e alleati “stanno pensando al voto. Veltroni non lo possono certo far cuocere, se lo lasciano più di un anno così lo bruciano”.

La giornata di ieri del sindaco di Roma è stata fitta di incontri. Alle 9 ha incontrato in Campidoglio il capogruppo dell’Ulivo alla Camera Dario Franceschini, per un colloquio durato oltre un’ora. Poi è stata la volta del vicepremier e presidente della Margherita Francesco Rutelli. Infine, sempre nella sede comunale di Roma, un faccia a faccia con la capogruppo dell’Ulivo al Senato Anna Finocchiaro, che, interpellata dai giornalisti, ha assicurato tutto il suo sostegno alla candidatura di Veltroni.

”Sto riflettendo sul fatto che c’è questa sollecitazione così ampia e così diffusa – afferma Veltroni -: penso che più partecipazione vi sarà il 14 ottobre e meglio sarà per la nascita di questo partito. In questo momento la prima cosa da fare è risvegliare l’orgoglio, la speranza, la voglia di dar vita a questa grandissima risorsa della società italiana”.


MENTRE LUI RIFLETTE…..NOI CI DOMANDIAMO! COSA CI SIA DI DEMOCRATICO IN TUTTO QUESTO?


  •   APPROFONDIMENTI : Agg.21/06/2007

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    Federico Aldrovandi ” una brutta storia, per un paese Democratico”

    Posted by ernestoscontento su giugno 21, 2007

    Articolo Pubblicato su : RESET – La libera voce della società civile Italiana

    La storia di Federico Aldrovandi non la reggo,non la reggo come uomo CHE CREDE NELLA DEMOCRAZIA, MA SOPRATTUTTO NON LA REGGO COME GENITORE.

    Ogni volta che leggo qualcosa su Federico non c’è la faccio, monta su di me un misto di rabbia e apprensione, si l’ apprensione di un padre che ha un figlio di 17 anni, che esce la sera come tutti i ragazzi delle sua età.

    Ma una sera potrebbe trovare quattro tutori dell’ordine, che dovrebbero essere sulla strada per tutelare il cittadino onesto. MA INVECE COSA ACCADE?

    Avviene la tragedia, quelle persone non sono i tutori dei cittadini onesti, ma sono gli aguzzini e della peggior specie, perchè indossano una divisa che stanno disonorando.

    Questi aguzzini credono di essere dei super uomini, ma sono solo e soltanto dei vigliacchi…..non c’è nessuna forma di coraggio nel picchiare un ragazzo in quattro armati di manganelli, anzi potremmo dire che è la forma di comportamento degli uomini vili e vigliacchi.

    Riporto di seguito la lettera della Madre di Federico, che giustamente chiede un TAM TAM dalla rete affinché tutti sappiano.

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    dal blog dei genitori di Federico Aldrovandi.

    ORA IL PROCESSO

    Caro Federico,

    ora le tue implorazioni di “aiuto” e “basta” le ha ascoltate finalmente anche un giudice (il gup Silvia Migliori) dello Stato Italiano, accogliendo la richiesta di rinvio a giudizio fatta dal pm Nicola Proto.
    Quei quattro individui saranno processati il 19 ottobre 2007.

    FORLANI PAOLO (1961)

    SEGATTO MONICA (1964)

    PONTANI ENZO (1965)

    POLLASTRI LUCA (1970)

    … dovranno rispondere di omicidio colposo per avere cagionato o comunque concorso a cagionare il decesso di Federico omettendo di prestare le prime cure pur in presenza di richiesta espressa da parte di Aldrovandi che in più occasioni aveva invocato “aiuto” chiedendo di interrompere l’azione violenta con la significativa parola “basta”, mantenendolo ormai agonizzante, in posizione prona ammanettato, così rendendone più difficoltosa la respirazione.

    Questa mattina, caro Federico, in quell’aula di Tribunale, io, Patrizia, Stefano e tanti cittadini (in modo virtuale) ti tenevamo per mano.

    Una cosa mi ha fatto breccia nel cuore, quando il pm Dott. Nicola Proto, alla fine della sua esposizione ha concluso con la seguente richiesta: “la Procura chiede con forza il rinvio a giudizio di quei quattro agenti”.

    In quel momento mi è parso come di sentire un tuo sospiro.

    Quel 19 ottobre 2007 io sarò in quell’aula in attesa di quei quattro.

    Le risposte dovranno essere chiare ed inequivocabili per rispetto di una vita e delle stesse forze dell’ordine.

    Ora basta.

    Sarò lì come tuo papà, come cittadino e anche come poliziotto.

    Rispetto per le persone che vestono una divisa con onestà, ma condanna esemplare per chi non lo è.

    Sempre.

    Fino in fondo

    Lino

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    Il Partito Democratico “la scelta del leader”

    Posted by ernestoscontento su giugno 20, 2007

    Articolo Pubblicato su : RESET – La libera voce della società civile Italiana

    Come verrà spiegato al «popolo del P.D.» che il leader che più di ogni altro si è spesoper la nascita del Partito democratico e che, qualunque sondaggio indica come il preferito per la leadership del nuovo soggetto politico, non si presenterà, giudizio dei cittadini-elettori il 14 ottobre?

    E poi: quanto risulterà credibile e vera l’investitura popolare del primo segretario del Pd, se Walter Veltroni non parteciperà alla contesa?

    E poi: quale discontinuità con la Nomenclatura partitica, visto che viene candidato dalla stessa?

    Strano modo di concepire la Democrazia!!!!!

    Se W.Veltroni vuole essere il leader di un partito Democratico, regola vuole che venga eletto con un sistema Democratico.

    Altrimenti come scrive Lo storico Andrea Romano, sono e rimangono i compagni di scuola, quelli che hanno gestito il Partito famiglia (fra di loro).

    Certo Veltroni farebbe comodo in un periodo di transizione, come si dice si va in penzione senza tanti strascichi.

    Approfondimenti:

    ll segretario della Quercia lancia il sindaco di RomaPer D’Alema “sarebbe un buon candidato premier”

    Pd: Fassino «Veltroni si candidi a segreteria»

    L’intervista ad Anna Finocchiaro:«Mi candido a leadership del Pd»

    Sondaggio di Repubblica:

    IL LEADER DEL PARTITO DEMOCRATICO

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    Gli Incappuccciati

    Posted by ernestoscontento su giugno 18, 2007

    Articolo Pubblicato su : RESET – La libera voce della società civile Italiana

    Aggiornato al 19/06/2007

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    Posted by ernestoscontento su giugno 17, 2007

     

    Articolo Pubblicato su : RESET – La libera voce della società civile Italiana

    Amartya Sen, Libertà è sviluppo. Perché non c’è crescita senza democrazia, Oscar Saggi Mondadori Mondadori, 2001, pp. 355, Prezzo di copertina: Euro 9,40

    Indice:

    Introduzione. Lo sviluppo come libertà – 1 Il punto di vista delle libertà – 2 Fini e mezzi dello sviluppo – 3 Libertà e fondamenti della giustizia – 4 La povertà come incapacitazione – 5 Mercati, stato e occasioni sociali – 6 L’importanza della democrazia – 7 Carestie e altre crisi – 8 Ruolo attivo delle donne e mutamento sociale – 9 Popolazione, alimentazione e libertà – 10 Cultura e diritti umani – 11 Scelta sociale e comportamento individuale – 12 La libertà individuale come impegno sociale.

    Contenuto Quarta di copertina:

    Lo sviluppo, sostiene Amartya Sen, premio Nobel 1998 per l’economia, dev’essere inteso come un processo di espansione delle libertà reali di cui godono gli esseri umani, nella sfera privata come in quella sociale e politica. Di conseguenza la sfida dello sviluppo consiste nell’eliminare i vari tipi di “illibertà”, tra cui la fame e la miseria, la tirannia, l’intolleranza e la repressione, l’analfabetismo, la mancanza di assistenza sanitaria e di tutela ambientale, la libertà di espressione, che limitano o negano all’individuo, uomo o donna, l’opportunità e la capacità di agire secondo ragione e di costruire la vita che preferisce. Per provare la sua tesi, Sen non attinge solo alla filosofia politica, all’etica e alla scienza economica, ma delinea anche una ricca mappa di esempi tratti dalla storia o dall’attuale quadro geopolitico ed economico mondiale. Il risultato è un libro destinato a diventare un punto di riferimento costante nella storia del pensiero economico, che dimostra con analisi originali e rigorose come la libertà, con la democrazia, sia il fine primario e il mezzo principale sulla strada che porta allo sviluppo economico.

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    Hanno detto:

    “Era parecchio che non leggevo un libro così stimolante. Amartya Sen è un autentico liberale … Non è stata la politica economica a fallire ma la democrazia e, senza questa, la prima non potrà mai avere successo” (Mario Vargas Llosa)

    “Sen mostra che la qualità della nostra vita dovrebbe essere misurata non dal livello della nostra ricchezza ma dal grado delle nostre libertà” (Kofi Annan)

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    La Riflessione:

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    Come deve agire un politico???

    Posted by ernestoscontento su giugno 16, 2007

    Articolo Pubblicato su : RESET – La libera voce della società civile Italiana

    Ripropongo qui uno scambio di vedute, avuto su un’altro blog.

    @ Voltaire Says: Giugno 15th, 2007 at 3:56 pm

    La domanda di ernesto:

    UN POLITICO FA COSA GLI PARE O SEGUE GLI INDIRIZZI DELLA BASE?

    La Rispossta di Voltaire:

    è ovvio, fa quello che viene deciso negli organismi di vertice. la base elegge i vertici e i vertici decidono. se dovessero dar retta alla base…..starebbero freschi.

    La Controrisposta di ernesto a Voltaire:

    Il problema caro Voltaire è un altro che a stare freschi siamo noi…..

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    Alta velocità, quel treno che l’Italia non può perdere

    Posted by ernestoscontento su giugno 14, 2007

     

    Articolo Pubblicato su : RESET – La libera voce della società civile Italiana

    Come sempre siamo quelli dell’ultimo minuto….eppure ormai dovrebbe essere chiaro che il progresso viaggia insieme alle infrastrutture.

    Alexis de Tocqueville nella Democrazia in America scrive ” in questo paese prima di costruire una città, un gruppo di persone chiamati pionieri va in esplorazione, segna una mappa, dopo centinaia di persone si muovono creando i primi sentieri di collegamento, affinché la nuova città sia collegata alle altre. Solo così potrà crescere e fiorire il commercio e con esso il benessere della comunità civile”.

    Ecco a cosa servono le infrastrutture moderne, a modernizzare un paese che, altrimenti rimarrebbe estromesso dai commerci Internazionali.

    Ma non solo Riccardo Illy nel suo saggio la Rana Cinese, scrive “ Qui nel nord est quando un operaio esce dalla fabbrica per tornare a casa gli ci vogliono quasi tre ore per coprire un tratto di 30 o 40 KM. Il problema delle infrastrutture non riguarda solo le industrie ma ormai è un problema di tutti.

    Illy ha ragione, dopo una giornata lavorativa un pendolare ha diritto a godersi il suo tempo libero,come meglio crede, ma come fa…. se perde tre ore per tornare a casa, in tratte che dovrebbero essere percorse in 30 o 40 minuti (questo è il tempo che io ci metto sulla FI-PI-LI per fare 40 KM per andare sul lavoro).

    Da questa breve analisi emerge che un lavoratore pendolare nel Nord Est perde circa 140 minuti del suo tempo libero.

    Sognavamo la società dove ad ognuno doveva essere concesso “ in base ai propri bisogni e alle proprie necessità” per non essere alienato, non ci siamo riusciti, oggi sappiamo che non è possibile, cerchiamo almeno di non alienare ulteriormente l’uomo con la nostra stupidità egoistica.

    CHI APPARTIENE AL PARTITO DEL SEMPRE NO A PRESCINDERE…..NON E’ PORTATORE DI BENESSERE E DI PROGRESSO.

    Certo con i grandi affari in Italia, c’è il pericolo anche delle grandi truffe, ma su questo deve essere vigile la magistratura e la politica.

    La prima per ora regge, ed è l’unica che da il senso di equità morale che gli Italiani chiedono, la seconda è debole (se era forte la prima non invadeva il campo cosi spesso), sta a noi cittadini far si che la politica ritorni ad essere guida del paese.

    NON IMPORTA, SE SIETE DI DESTRA O DI SINISTRA, IMPORTANTE E’ CHE SIATE DEMOCRATICI E LIBERALI.

    Importante è battersi per il rispetto del cittadino, che si ottiene con il rispetto delle regole condivise, importante è che lo scontro politico sia trasparente e basato sulla giusta dialettica per sostenere le proprie vedute.

    Uno studio dell’Università di Milano facoltà di scienze politiche, dimostra che il bipolarismo è sicuramente Democratico, perchè garantisce l’alternanza delle idee politiche, mai nessuna coalizione in America ha governato più di due mandati. L’unica eccezione è Tony Blair con i New Labur che è riuscito a fare tre mandati.

    Questo e soltanto questo è la paura di una piccola minoranza che non vuole accettare il maggioritario, la paura di contare per i numeri che possiede, contare per il peso che si ha in Democrazia è vitale, anche questo viene da lontano è Pericle che c’è lo tramanda 400 anni A.C. “ la nostra costituzione si chiama Democrazia, perchè è il governo dei molti e non dei pochi” cosi riporta lo storico Tucidite nella guerra di Peloponesso (discorso di pericle ai caduti di Atene).

    Ma è sempre Tucidite che nel solito scritto ci da un’altra lezione tramandata da Pericle “ noi Ateinesi ,anche se siamo impegnati con il lavoro, ci occupiamo della cosa pubblica della Polis, per il semplice fatto che, non farlo darebbe adito a conseguenze peggiori”.

    La Democrazia diretta oggi non è più possibile, a causa delle dimensioni dello stato nazione e, dello stato trasnazionale, ma un ampliamento della Democrazia partecipativa oggi è possibile e, doveroso per il vivere civile, ma occorre una politica forte che, non vede in questo un indebolimento dello status quo, ma soprattutto occorre la materia prima “ la partecipazione di massa dei cittadini”.

    Il resto viene da se, basta pensare positivo e agire con il buon senso, quell’agire pragmatico che ti fa dire dentro di te che, per dare bisogna avere, se ho e do e, sento di dare allora posso realizzare l’essere civile che è in me, un essere che si realizza anche tramite la comunità in cui vive se essa è socialmente responsabile.

    Ecco perchè mi viene da sorridere quando P. Fasino nel suo ultimo discorso al congresso Nazionale dei DS dice “ oggi ci sono società Bancarie che alla fine dell’anno donano al sociale una parte dei propri utili, AVRA’ UN SENSO QUESTO…”

    CERTO CHE HA UN SENSO!!!! MA NON QUELLO CHE INTENDE FASSINO, ALTRIMENTO SE LA MAFIA DONA AL SOCIALE UN TOT DI EURO E MORALEMNTE SANA???

    Ma non solo, il concetto espresso da Fassino è fortemente Liberista è in quanto tale debole socialmente, i bisogni dei più deboli è lasciato alla donazione dei possidenti, quindi è un concetto volubile e non certo .

    Nella società responsabile la donazione di chi può è, ben accetta ma è, un valore aggiunto alla ricerca di risolvere il problema, ma non è la regola.

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    Dossier TAV: Fonte Il sole 24 ore.

    La cronaca

    I tempi e i lavori

    Le tratte: Torino – Lione , Verona -Monaco e Genova- Basilea- Rotterdam

    Il caso Francia Italia ieri e oggi: confronto tra due soluzioni

    Il Corridoio V

    In Spagna l’alta velocità è attiva da 15 anni

    In Francia l’alta velocità costa un quarto rispetto all’Italia

    Archivio

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