ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

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Il Meeting di Rimini 2007

Posted by ernestoscontento su agosto 27, 2007

Si è appena concluso il Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini.

Quest’anno il meeting è stato un po controverso, Fassino e stato fischiato, mentre Bersani, sembra essere stato accettato benevolmente.

Ma chi invece sembra averla fatta da mattatore è, Alessandro Profumo AD di Unicredit che al Meeting di Rimini, ha partecipato ad una tavola rotonda dal tema “L’onore di fare impresa”, insieme con l’AD di Eni, Bersani e Letta.

Bersani esordisce dicendo “presto altre liberalizzazioni per tlc, energia e Ferrovie”.

Alessandro Profumo invece inizia il suo discorso, ringraziando gli operatori, e dicendo se mi avete invitato e segno che credete che anche la banca è un’ impresa e non una istituzione “ semi Pubblica”.

Introducendo cosi la sua Etica di Capo azienda, di un istituto di credito. Che, in quanto impresa deve fare utili “ creare valore per l’azionista”.

Bersani fa una battuta “ dipende quanti utili fai”, Ma Profumo risponde prontamente “ no dipende da quanti ne fa il mio concorrente”.

“ L’etica in Banca? Fare molti utili. Creare valore vuol dire avere una legittimità sociale” e’ questo il credo di Profumo.

E poi continua e da l’affondo! “Alitalia? Scomparirà come azienda italiana. L’abbiamo tutelata così bene che non sta in piedi”.

L’ Alitalia, compagnia aerea in fase di privatizzazione da parte del Tesoro, scomparirà come azienda italiana.

Lo ha detto l’amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo, che ha partecipato alla prima fase della gara in cordata con la russa Aeroflot nel corso del suo intervento a una tavola rotonda del meeting Rimini.

Abbiamo difeso Alitalia e l’Italianità così bene che non sarà più un’impresa italiana.

A forza di tutelare, tutelare, tutelare, non ha avuto la capacità di stare in piedi .

Profumo nel corso della tavola rotonda evidenzierà anche che:

1) Unicredit chiuderà il 2007 con utili per parecchi miliardi di euro, riferendosi ai conti del gruppo.
2 ) Crisi sub-prime non si cambia strategie, “Le nostre strategie e la direzione del core business rimangono invariati”, spiega Profumo per il quale la crisi dei mutui subprime “con molta probabilità non rappresenta un fenomeno di breve termine”.
Su Alitalia non è certo il solo ad avere dubbi….. visto quanto scrive anche L’Economista F.Giavazzi, sul Corriere della sera del 10/08/2007.

Articolo di F.Giavazzi In Estratto:

Alitalia perde circa due milioni di euro al giorno.

A fine luglio l’asta che il governo aveva indetto per vendere la compagnia aerea è fallita perché tutti i partecipanti si sono ritirati (il governo li obbligava a mantenere un numero ingiustificato di dipendenti e soprattutto a rilevare contratti con società di servizio parassite che da anni vivono alle spalle dell’azienda pubblica).

Non eccessivamente preoccupato il presidente del Consiglio è andato in vacanza e ha rimandato il problema a settembre.

Quando tornerà la società pubblica (e quindi tutti noi) avremo perso altri 60 milioni di euro.

Profumo, sulla crisi dei mutui Sub-prime non si sbilancia, è sempre presto c’è ancora da aspettare la decantazione.

Ma sul resto delle sue affermazioni o qualche dubbio……

Chiariamo alcune definizioni, prima di analizzare le esternate dal’AD di Unicredit:

La banca è un’impresa del settore terziario che opera nel campo del credito e dei regolamenti monetari, esercitando delle attività di intermediazione e delle attività finanziarie che si affiancano e si intrecciano alla prestazione di numerosi servizi.

Infatti la funzioni principali esercitate dalle banche dovrebbero essere :

1) Funzione creditizia: sono cioè intermediari tra coloro che offrono capitali e coloro che li richiedono

2) Funzione monetaria: la banca effettua pagamenti sia in moneta legale che in moneta bancaria

3) Funzione di trasmissione degli impulsi di politica monetaria: influenzano il processo di produzione e quindi il PIL offrendo crediti

4) Funzione di servizi: offre ai clienti più vasti servizi di investimento e prestazioni complementari e collaterali.
I maggiori rischi correlati all’attività Bancaria sono:

– RISCHI RIGUARDANTI L’INTERMEDIAZIONE CREDITIZIA

– RISCHI RIGUARDANTI GLI INVESTIMENTI FINANZIARI

– RISCHI DI INSTABILITA’ DEL MERCATO DEI CAPITALI

– RISCHI DI INSOLVENZA

– RISCHIO DI OSCILLAZIONE DEI TASSI

– RISCHIO DI SBALZI NELLE QUOTAZIONI DEI TITOLI
Impresa: E’ l’attività dell’imprenditore . Che investe capitali propri, in autonomia decisionale, accettando ne il rischi in virtù di un profitto.

Etica: E’ l’agire quotidiano nel perseguire la propria Morale.

La Morale: E’ il risultato delle azioni che noi facciamo.

Mi sembra ovvio a questo punto affermare che ogni attività imprenditoriale è soggetta al rischio.

E che la stessa attività imprenditoriale, viene svolta dall’imprenditore perseguendo la propria morale.

Infatti io sono uno di quelli che crede nel detto “ se vuoi conoscere l’anima dell’impresa devi conoscere l’imprenditore che la dirige”.

Da sottoliniare, che nel rapporto fra soggetto impresa e utente, anche se è pattuito per contratto, è fondamentalmente il rapporto fiduciario.

Lo stesso codice civile, adotta per la definizione dell’agire dell’imprenditore, nell’assolvere alle obbligazioni assunte, l’imprenditore deve agire “con la diligenza del buon padre di famiglia”.

Inoltre chiariamo anche un altro aspetto! Responsabilità sociale dell’impresa, secondo il Libro verde della Comunità Europea, vuol dire rispettare le regole condivise. E da qui che l’impresa viene legittimata socialmente.

Uno dei più grandi sociologi mondiali Ralf Gustav Dahrendorf , scrive “ nelle democrazie mature, le imprese non si distinguono fra essere grandi o piccole, ma fra essere o non essere socialmente responsabili.

Da questa valutazione nasce la legittimazione dell’impresa come bene per la collettività”.

ORA CHE ABBIAMO UN QUADRO COMPLETO, FACCIAMO UNA RIFLESSIONE!

le affermazioni dell’AD di Unicredit, al Meeting di CL a Rimini, che dice “L’etica delle Banche è creare utili che sono un valore per l’azionista”, e viene applaudito…….in segno di consenso.

Ci porta a pensare che di sicuro presenti al Meeting non c’erano, quelli a cui Unicredit ha venduto le obbligazioni Parmalat per alleggerire le esposizioni.

Come si evince dalle Tabelle n.1-n.2-n.3.

Tabella n.1

Tabella n1 parmalat

Tabella n.2

tabella n2 parmalat

Tabella n.3

tab n3 parmalat

Fonte: Il sole 24 ore In Estratto:
23 maggio 2007 – Bond Parmalat, così sono stati beffati i risparmiatori

Parmalat di proprietà delle maggiori banche, per un valore di circa 200 milioni di euro, furono “passate” ai risparmiatori nei dodici mesi che precedettero il crack del gruppo, dichiarato il 27 dicembre 2003.

La verità sui “Collecchio bond” emerge oggi con dovizia di particolari da un documento, rimasto inedito, trasmesso dalla Banca d’Italia alla Procura di Parma il 17 novembre 2005 (circa un mese prima delle dimissioni di Antonio Fazio da Governatore).

L’istituto centrale passa in rassegna, nel documento,le posizioni di Citibank, Intesa, Bnl, Capitalia, SanpaoloImi, Banca Popolaredi Milano ( Bpm),Banca Popolare Italiana (Bpi), Deutsche Bank, Monte dei Paschi e Unicredito Italiano, alcuni dei gruppi bancari che erano più esposti verso Parmalat.

Queste banche, il 31 gennaio 2000, avevano in portafoglio obbligazioni Parmalat (e altri prodotti finanziari di società del gruppo) per un totale di 179,6 milioni di euro, un importo che non aveva subito variazioni di rilievo nei mesi successivi, salvo superare il picco dei 200 milioni in due occasioni: il 31 ottobre 2000 e il 28 febbraio 2001.

A cominciare dal 31 marzo 2001,il valore dei bond di proprietà delle banche era andato calando, e a parte il nuovo massimo di 239 milioni di euro battuto il 31 luglio2001 aveva continuato a registrare un andamento in discesa fino a raggiungere i 93,7 milioni il 31 maggio 2002.
Le banche erano tornate a fare il pieno di obbligazioni a metà del 2002. A fine giugno di quell’anno erano presenti, nei loro portafogli di proprietà, 124 milioni di euro di bond Parmalat.
Al 30 novembre l’importo era già salito a 175 miloni. E al 31 dicembre aveva raggiunto i 229 milioni.

A questo punto si entra nell’ultimo anno di vita della vecchia Parmalat: il 2003. E da questo momento che le banche cominciano a sgonfiare i portafogli in modo sistematico, finoa svuotarli quasi del tutto.Analizziamo la successione dei dati di Banca d’Italia, affiancandoli agli eventi che scandirono gli ultimi drammatici mesi della Parmalat di Calisto Tanzi.

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Per Quanto riguarda la Crisi dei mutui sub-prime sul sole 24 ore del 25/08/2007 pag 5, si legge un articolo dal titolo “ La corsa sfrenata dei prestiti senza garanzia”.

Dall’articolo si evince :

– Nel 2001 le pratiche incomplete da parte di chi richiedeva un prestito era il 27% nel 2006 erano il 43%.

– L’importo dei prestiti eroganti per singola operazione sono passati da 126 mila dollari del 2001 a 209 mila dollari del 2006. Non solo venivano erogati secondi mutui, per quei clienti che non c’è la facevano a pagare le rate (insomma debiti per pagare altri debiti).

Quindi, il rischio non era preso in prima persona dalla Banca, in quanto collocava i mutui sub-prime, all’interno di fondi obbligazionari, che venivano ricollocati sul mercato, all’insaputa dell’ignaro acquirente.

Ecco forse bisognerebbe ripartire da qui e domandarsi cosa è L’etica,cosa è Valore, cosa è Onore.

Anche perchè ci sorge un dubbio…. non è che il perseguimento del profitto ad ogni costo, spesso serve al management, per trattare i propri compensi ( vedi tabella n.4).

Infatti, nelle SPA di grandi dimensioni, il controllo dell’azienda è spesso in mano ad una minoranza, che è spesso benevola nel non interrogarsi tanto su come si persegue l’utile.

MI PIACEREBBE INVECE SAPERE, COME LA PENSANO, QUELLA MIRIADE DI AZIONISTI,CHE SONO LA MAGGIORANZA DELLA PROPRIETA’. MA SONO PRIVI DI RAPRESENTAZA, VISTA LA POLVERIZZAZIONE SUL MERCATO.

Tab.n.4

tabella n 4 parmalat

Forse gli interessi, dei piccoli risparmiatori privati ,è leggermente diverso da quella dei finanzieri di professione.

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Il tesoretto Italiano e le bugie

Posted by ernestoscontento su agosto 25, 2007

Leggo su Repubblica l’articolo di Visco sul nuovo tesoretto Italiano…..

Visco: “Il tesoretto non si tocca-Montezemolo fa solo retorica”

Il vice ministro dell’Economia: “La terapia d’urto ha funzionato,adesso soltanto non fermandoci rafforziamo il governo”

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Un giorno ci sveglieremo è, non potremmo dire altro che bugiardi!!!!!!

Infatti l’exstragettito, è una componente comune in Europa, frutto della congiuntura economica favorevole, anzi noi in Italia ne abbiamo prodotto la meta della Spagna( primo Tesoretto). Ora anche la Germania chiude il primo bilancio in attivo da dopo l’unificazione.

E’ ovvio che ad un aumento del PIL, c’è anche un aumento della base imponibile, e quindi un maggiore gettito di iva e irap.

L’unica cosa fatta bene da Visco è la modifica sui pagamenti iva fra appaltatori e subappaltatori.

Infatti li c’era uno strano fenomeno di evasione, che non era fra impresa appaltatrice e committente, ma era un fenomeno elusivo applicato dalle imprese subappaltatrici di piccole dimensioni, che non registravano le fatture incassando anche l’aliquota iva. Perpretando il sistema di chiudere dopo due anni l’impresa e riaprendola a nome di parenti o amici.

E ovvio che qui sie è agito bene mettendo fine ad un fenomeno elusivo che non era più tollerabile viste le dimensioni dell’evasione in Italia.

PER IL RESTO CARO VISCO, NON MI PIACE LA TUA CROCIATA CONTRO TUTTO IL SISTEMA IMPRESA.

NON MI PIACE NEANCHE CHE CI RACCONTI LE FROTTOLE……

Sul Corriere della sera si legge, In Estratto:

Nei primi otto mesi dell’anno 7,8 miliardi in più (+21%)

Fisco, volano le entrate da Irpef, Ires e Irap .Boom del gettito da autoliquidazione: le imposte versate con le dichiarazioni dei redditi. A fine anno 4 miliardi in più di tesoretto .
Il gettito da autoliquidazione (cioè le imposte dovute per Irpef, Ires e Irap e versate con le dichiarazioni dei redditi) ad agosto è cresciuto «al di là delle previsioni, consolidando il buon andamento delle entrate tributarie registrato dall’inizio dell’anno». Lo affermano dal ministero dell’Economia spiegando che «nel periodo gennaio-inizio agosto, il gettito da autoliquidazione è aumentato di circa 7,8 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2006, con un tasso di crescita annuale di circa il 21%, contro l’aumento del 14% registrato nel 2006 rispetto al 2005.
UN NUOVO TESORETTO – I risultati dell’autoliquidazione, sempre secondo il ministero dell’Economia condurranno «a un’ulteriore revisione al rialzo delle stime delle entrate tributarie per il 2007 per un totale di circa 7 miliardi di euro rispetto a quanto previsto lo scorso marzo in sede di relazione unificata e di circa 4 miliardi in relazione alle previsioni contenute nel Dpef 2008-2011». Insomma, l’accumulo di risorse nel «tesoretto» (ovvero l’incremento inatteso delle entrate fiscali rispetto alle previsioni) sembra non arrestarsi. Tanto da convincere il Tesoro a rivedere al rialzo (appunto di 4 miliardi rispetto al Dpef) le stime delle entrate tributarie per il 2007.

COME SIETE BRAVI….CON LE PARTITE DI GIRO!!!!

Mi sono sempre chiesto, ma perchè se siete così bravi i bilanci dei partiti sono sempre in perdita, perché le aziende pubbliche sono sempre state una voragine di debiti…..

CARO VINCENZO, DICCI LA VERITA’

Lo sai bene che dalla documentazione emessa dall’agenzia delle entrate n.2 2007

si possono ricavare le seguenti tabelle dove si evince:

1) Che quasi 7 miliardi di euro di nuove entrate, sono frutto della maggiore imposizione fiscale a carico delle famiglie, con la finanziaria 2007 ( vedi Tab.n.3)

2) Che la tanto proclamata solidarietà sociale, che avviene con un ristorno degli assegni familiari, e pagata dalle famiglie senza figli, infatti l’onere a carico dello stato è appena di 8 milioni di euro circa ( vedi tabella n.4).

Quindi siamo in presenza di una classica partita di giro, fra soggetti sociali ( le famiglie), siccome allo stato attuale contate le maggiori entrate per il fisco è ovvio che incidono anche le maggiori tasse a carico di tutte le famiglie ( il compenso degli assegni familiari, non è compensato nel conteggio delle entrate fiscali) .

Va da se che il contributo alle famiglia con figli che risulta essere di €. 299,88 ( * vedi dati file pdf del post, capitolo ebook n.2 agenzia delle entrate), diventa nullo a causa delle maggiori imposte degli enti locali a carico dei contribuenti, del quale l’agenzia delle entrate si è ben guardata da calcolare (come dire ad ognuno il suo). Lasciamo perdere poi i maggiori oneri per aumento dei tassi di interesse, a causa della politica monetaria della BCE.

Lasciamo anche perdere gli eccessivi costi delle banche, che ben vi guardate da regolamentare ( visto che i partiti, sono in mano alle banche per via dei debiti enormi).

Vedi Vincenzo, non è che mi sei particolarmente antipatico, ma non sopporto chi grida al nemico, chi rivede i conti a carico degli altri, senza intervenire sulla spesa pubblica, i finanziamenti enormi di cui usufruiscono i partiti con relativi giornali, insomma gli sprechi di chi ci amministra e ci tassa senza prima razionalizzare la spesa corrente.

NIENTE DI PIU’ E NIENTE DI MENO DI QUELLO CHE IN ITALIA SI FA DA 60 ANNI.

Anche la cosidetta solidarietà della finanziaria è nulla, perchè non è con un caffè al giorno che si risolve il problema delle famiglie!!!!

Sarebbe stato meglio un piano di investimenti in asili nido, nella scuola, che dovrebbe essere gratuita, perlomeno quella dell’obbligo, e agevolata quella successiva.

E’ di questo che a bisogno la famiglia Italiana e, non di un caffè ,offerto a discapito di un altro nucleo familiare.

SPERO TANTO CHE UNA MATTINA NON CI SI SVEGLI COME A PRAGA, DOVE GLI ESPONENTI DI SINISTRA AL GOVERNO, HANNO DOVUTO AMMETTERE “VI ABBIAMO RACCONTATO UN SACCO DI BUGIE”.

PS:
Tenete sempre presente che, le statistiche sono come i polli di Trilussa, “se siamo in , e io, mangio due polli, per la statistica abbiamo mangiato un pollo ciascuno”.

Tabella n.1 Totale Famiglie Italiane

tab n 1 ernesto

Tabella n.2 – Composizione Della Famiglia Italiana Su dati censimento ISTAT 2001

tab n 2 ernesto

Tabella n.3 – Il Maggior gettito delle famiglie, per effetto della Finanziaria 2007. Su dati ebook n.2 del 2007 Agenzia delle entrate

tab n 3 ernesto

Tabella n.4 – Il Maggior gettito delle famiglie senza figli, va in solidarietà a quelle con figli.
dati ebook n.2 del 2007 Agenzia delle entrate

tab n 4 ernesto

Report completo- file pdf pag.n.12

Fonti:

Contenuti dell’Annuario statistico italiano 2006

Capitolo 26

Istat. 14º Censimento generale della popolazione e delle abitazioni

L’agenzia delle Entrate informa n.2 2007

Quaderni della Banca D’Italia

n. 482 – La distribuzione del reddito e della ricchezza nelle regioni italiane

n. 501 – La ricchezza delle famiglie italiane e americane

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Tassazione Bot e Cct al 20%, a chi giova?

Posted by ernestoscontento su agosto 23, 2007

In questi giorni vi sono state roventi polemiche sul futuro della tassazione delle attività finanziarie, ma spesso l’informazione è stata parziale o fuorviante.

Inoltre un articolo di ieri, ha fatto si che l’amica Doriana, mi ha richiamato al mio orgoglio di Europeista.

Chiariamo subito un aspetto! Io credo nell’Europa ma penso con la mia testa….quindi prendo dall’Europa ciò che mi convince e abbandono ciò che non mi convince.

Quindi proviamo a riflettere su cosa comporterebbe nel reale l’aumento della tassazione delle attività finanziarie.

Per farlo ci appoggiamo a due pensatori del calibro di Maurice Dobb un economista di scuola Marxista, che metteva in guardi gli economisti dai giudizi ideologizzati ( Il pensiero economico – Editori Riuniti).

E John Maynard Keynes,considerato il più grande economista del XX secolo che andava dicendo
“ un economista tale, non perché trova soluzioni con teorie vecchie, ma perchè elabora nuove teorie per trovare le soluzioni”.

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E’ Utile porsi alcune domande in merito e le risposte vengono dalla rivista business-online

Proviamo a rispondere ad alcune domande più frequenti, per cercare di sfatare alcuni luoghi comuni.

I redditi di capitale sono tassati oggi in Italia? Come?

I redditi di capitale e diversi (interessi, dividendi e plusvalenze) percepiti da un normale risparmiatore (una persona fisica che non esercita attività di impresa) sono già oggi tassati nel nostro paese, ma con aliquote diverse.
Sui depositi e conti correnti bancari e postali e sulle obbligazioni private con scadenza inferiore a diciotto mesi vi è una imposta sostitutiva dell’Irpef, prelevata alla fonte con l’aliquota del 27 per cento.
Sugli interessi sui titoli del debito pubblico, sui buoni postali e sulle obbligazioni con scadenza superiore a diciotto mesi, l’aliquota è invece il 12,5 per cento.

La stessa aliquota è applicata anche ai dividendi e a tutte le plusvalenze, purché, nel caso di dividendi e plusvalenze azionarie, l’azionista non detenga partecipazioni qualificate (in caso contrario una quota, pari al 40 per cento del loro valore è tassata in Irpef).

L’aliquota del 12,5 per cento è applicata al risultato netto di gestione dei fondi comuni e delle gestioni patrimoniali.
Vi sono buoni motivi per cambiare la tassazione delle attività finanziarie?

La presenza di due aliquote non ha alcuna giustificazione razionale, né sotto il profilo dell’equità (perché chi ha interessi da depositi bancari o postali dovrebbe pagare di più di chi detiene obbligazioni?).

I motivi per unificare il tutto in un’unica aliquota non sono tanto quelli di recuperare gettito, quanto quelli di rendere più coerente e razionale il sistema di imposizione diretta dei redditi.

Quale sarebbe il livello ottimale per un’aliquota unica sui redditi finanziari?

Non vi è un livello ottimale.

La scelta va fatta tenendo conto del tipo di sistema impositivo che si vuole adottare.

Se si volesse adottare, ad esempio, un’imposizione non sul reddito ma sul consumo (“imposta sul reddito spesa”), tema spesso dibattuto nella letteratura economica, i redditi di capitale dovrebbero essere esentati. Nessun paese si è mosso però finora in questa direzione.

I redditi di capitale sono spesso tassati con regimi proporzionali, fuori dal regime progressivo che grava sui redditi di lavoro. Mediamente quindi sono meno tassati rispetto ai redditi di lavoro.

La scelta di una aliquota intermedia, fra le due attualmente esistenti (12,5% e 27%) è motivata dalla volontà di ridurre la distanza fra il prelievo sui redditi finanziari, da un lato, e quello sui redditi di lavoro (tassati con le aliquote Irpef dal 23 al 43 per cento) e delle società di capitali (tassati con l’Ires al 33 per cento e l’Irap al 4,25 per cento), dall’altro.

Come è la tassazione negli altri paesi europei?

Per quanto riguarda gli interessi il modello di tassazione prevalente nella Unione Europea non è più l’imposizione ordinaria (imposta personale e progressiva sul reddito), ma un insieme variegato di regimi sostitutivi e separati.

Nell’Europa a 25, gli interessi rimangono assoggettati al regime ordinario di tassazione solo nel Regno Unito e Slovenia e, per opzione del contribuente, in Belgio, Francia e, in parte, in Germania.

I regimi di tassazione separata o sostitutiva prevedono generalmente una sola aliquota di tassazione (anche se in molti paesi, soprattutto fra i nuovi entranti, sono previste esenzioni per varie tipologie di interessi) il cui livello varia fra il 10 e il 35 per cento, ma è generalmente non inferiore al 15-20 per cento (ad esempio, 27 per cento in Francia, 31,65 per cento in Germania al di sopra di una soglia esente, dal 20 al 40 per cento nel Regno Unito, 28 per cento in Finlandia).

Nei paesi nordici, che applicano sistemi cosiddetti di dual income tax, l’aliquota sui redditi di capitale coincide con l’aliquota base dell’imposta personale progressiva sul reddito.

Se si aumentasse l’aliquota sugli interessi dei titoli pubblici non si correrebbe il rischio di un aumento dei rendimenti lordi che lo Stato deve garantire ai sottoscrittori, con il risultato che il Governo pagherebbe con la mano sinistra quello che ha raccolto con la mano destra?

I titoli del debito pubblico sono per lo più detenuti da soggetti esteri (55 per cento) e per il 20 per cento da banche e imprese.
Per questi soggetti l’aumento dell’aliquota del 12,5 per cento non avrebbe alcun effetto.

I risparmiatori (persone fisiche residenti) per i quali l’aumento dell’aliquota del 12,5 per cento ha effetto detengono meno del 16 per cento dei titoli pubblici (il restante 9 per cento è nelle mani dei fondi comuni).
Difficilmente la loro domanda sarà in grado di influenzare le condizioni di offerta, e ciò a maggior ragione a seguito del progressivo allineamento dei tassi di interesse lordi fra paesi, reso possibile dall’adesione del nostro paese all’Unione monetaria europea.

Non si creerebbe una convenienza a modificare la composizione del portafoglio, perché la nuova aliquota sarebbe applicata ai redditi di tutti i tipi di attività finanziaria.

Aumentare la tassazione sui titoli pubblici significherebbe colpire i piccoli risparmiatori?

I titoli pubblici sono una componente minoritaria del risparmio delle famiglie; rappresentano secondo l’ultimo bollettino economico della Banca d’Italia solo il 5,6 per cento delle attività finanziarie detenute dalle famiglie.

Per affrontare il problema dell’equità della riforma proposta occorre considerare l’insieme di queste attività.

Quali sono allora gli effetti redistributivi della riforma?

Per rispondere a questa domanda occorre tener presente che la ricchezza finanziaria è nel nostro paese molto concentrata. Sulla base dei dati ricavabili dall’ultima inchiesta della Banca d’Italia sui redditi e la ricchezza delle famiglie italiane, corretti per tener conto delle note sottostime che emergono in questo tipo di rilevazioni campionarie, si evince che il 10 per cento delle famiglie più ricche possiede, da solo, il 40 per cento dello stock di attività finanziarie (con l’esclusione di riserve assicurative e fondi pensione) dell’insieme delle famiglie, contro il solo 1,2 per cento posseduto dal 10 per cento delle famiglie più povere.

Uniformare le aliquote a un livello intermedio (ad esempio, il 19-20 per cento) avrebbe quindi sicuramente effetti redistributivi positivi.

Si può fissare una esenzione per i piccoli risparmi?

Generalmente l’esenzione ai piccoli risparmiatori viene concessa nell’ambito di una tassazione personale, non di una tassazione sostitutiva, come la nostra, perché richiede di conoscere i redditi finanziari complessivamente ricevuti dal singolo risparmiatore.
È comunque possibile studiare forme di esenzione, attraverso meccanismi di opzione per la tassazione ordinaria o di certificazione dell’imposta pagata da parte degli intermediari.

Quanto sarebbe il gettito che si potrebbe ottenere da una riforma di questo tipo?

Le stime del gettito atteso vanno prese con molta cautela, in quanto in larga parte dipendono dalle ipotesi che si fanno circa la rilevanza delle plusvalenze, che sono però una componente con un andamento molto erratico. Vi è poi difficoltà a stimare la tassazione dei fondi comuni, i quali stanno ancora sfruttando, in compensazione, ingenti crediti di imposta maturati in passato, a seguito delle minusvalenze conseguite sui mercati azionari.

Si parla comunque di una cifra compresa fra i 2,5 e i 4,2 miliardi. Di questi, meno di 400 milioni arriverebbero dalla tassazione dei titoli pubblici.

Ma se la nuova aliquota fosse applicata in modo uniforme a tutti i redditi di capitale e diversi, inclusi dividendi e plusvalenze azionarie, non si avrebbe un fenomeno di doppia imposizione, posto che dividendi e plusvalenze azionarie possono avere già subito un primo livello di tassazione in capo alla società?

Già oggi vi è doppia imposizione, ma questa aumenterebbe se ci si limitasse ad aumentare l’aliquota del 12,5 per cento anche sui dividendi e sulle plusvalenze azionarie.

Una volta il problema non si poneva, perché c’erano delle compensazioni, che riducevano la tassazione complessiva (societaria e personale) sugli utili di impresa: la dual income tax in capo alla società e il credito di imposta ai dividendi, in capo al socio.

Oggi questi correttivi non ci sono più. Se si vuole evitare di penalizzare le società che si finanziano con capitale proprio sul mercato dei capitali, occorrerà una riforma più organica che coinvolga anche la tassazione del reddito delle società. E’ questo un aspetto spesso trascurato nel dibattito, che meriterebbe maggiore attenzione .

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Ora che abbiamo tutti i dati, per poter ragionare con la nostra testa, proviamo a farlo.

La differenza che c’è fra gli economisti classici e quelli moderni è che i primi erano anche filosofi e sociologi , nel senso che prima di prendere le decisioni analizzavano la società e verificavano le teorie anche sulla conoscenza dell’uomo dei suoi vizi e delle sue virtù.

Purtroppo con gli anni, e il predominio delle Ideologie hanno annullato questa capacità di analisi e di verifica.

PERCHE’ E’ SBAGLIATO AUMENTARE LA TASSAZIONE SUI TITOLI DI STATO?

Vi propongo l’analisi che ho fatto per mia nonna Amelia.

Nonna detiene una liquidità di 10.000,00 Euro per la sua tranquillità, a nonna non interessa rischiare a lei interessa non erodere i suoi risparmi, che sono li solo per tranquillità sua e per non gravare sula famiglia quando lei passerà a miglior vita.

Voi Capite che una nonna così, è un tesoro di nonna e, a nonna bisogna dire la verità, senza ideologie ( nonna ormai con i suoi 95 anni suonati è immune da quelle).

Tabella n.1 dati per il calcolo

Tabella n 1

Tabella n.2 proiezione con imposta del 12,50%

Tabella n 2

Tabella n.3 proiezione con imposta del 20%

Tabella n 3

Tabella n.4

Tabella n 4

NB:
1)Il dato sulle spese bancarie è una mia valutazione, ma essendo uguale non altera il confronto.
2)Si tenga presente che l’inflazione reale è sempre maggiore dell’inflazione statistica.

DOPO QUESTA VALUTAZIONE COSA MI RISPONDE NONNA AMELIA?

Nonna per la verità è un po’ arrabbiata, infatti mi dice che se aumenteranno l’aliquota, senza tenere di conto della realtà delle cose, che è una “ I titoli di stato in mano alle famiglie non è una attività speculativa, ma è una forma di mantenimento del capitale dall’erosione inflazionistica”.

Nonna preleverà il suo contante e lo terrà in casa,infischiandosene se toglierà la moneta dal sistema, in fondo sono suoi i risparmi, ( nonna è un pò anarchica).

Nonna ribadisce che lei non si fida più delle banche, che con i casi CIRIO, PARMALT, BOND ARGENTINI, SUB-PRIME ecc..ecc.. hanno rovinato centinaia di piccoli risparmiatori.

Nonna è arrabbiata anche perché lei sa bene che la cultura Finanziaria non è propria della famiglia media Italiana, non è che si insegna finanza alle scuole dell’obbligo, e fino a qualche anno fa in Italia c’era ancora una grande percentuale di analfabeti, nonna quel periodo la vissuto e si arrabbia perché dice non è giusto, noi abbiamo sofferto la fame, abbiamo sfidato le bombe per dare a voi una società più equa e voi è così che ci trattate…… rubandoci i risparmi, consigliandoci titoli spazzatura approfittando della nostra ignoranza, noi siamo ignoranti ma abbiamo lottato perché voi non lo siate, RICORDATELO SEMPRE.

A nonna viene un dubbio…non è che vogliono i 5 miliardi di nuove entrate, per finanziare la spesa pubblica?

SE QUALCUNO, VUOLE RISPONDERE A NONNA, LO FACCIA, MA LO FACCIA CON AMORE, PERCHE’ ANCHE NONNA E’ STATA UNA LAVORATRICE.

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La Bce avverte! “non è abbandonata l’idea del rialzo dei tassi a settembre”

Posted by ernestoscontento su agosto 22, 2007

La decisione della Bce di immettere moneta con un’asta a lungo termine di tre mesi altri 40 miliardi di euro e la conferma che l’Istituto di Francoforte, nonostante gli auspici di segno diverso degli analisti e, del ministro francese dell’Economia Christine Lagarde che in una dichiarazione alla Bbc, afferma, che tassi d’interesse più bassi nell’Eurozona, di sicuro aiuterebbero i mercati e le imprese colpiti dal crak dei mutui sub-prime.

Per altri motivi, ma certamente collegati anche all’agire della BCE, il governatore della Banca D’Italia M. Draghi aveva lanciato l’allarme per il sistema Italia già in Luglio “Sui mutui i tassi più alti d’Europa”.

Ma questo non basta alla BCE per fargli cambiare idea rispetto a quanto indicato a inizio agosto.

L’Eurotower Conferma che la politica monetaria nell’area resta espansiva, sottolineando che la propria posizione, nonostante le turbolenze manifestate dai mercati.

Quindi non esclude un nuovo rialzo dei tassi al 4,25% che dovrebbe essere deciso nella riunione del 6 settembre.

Questa scelta potrebbe significare che secondo la BCE la sete di liquidità generata dalla crisi dei mutui americani è ormai in fase di rientro dalla fase più acuta.

Un segnale di normalizzazione, che potrebbe essere letto nel mercato interbancario dell’Eurozona dove il tasso overnight nel pomeriggio viaggiava sotto il 4 per cento.

Inoltre l’euro, ha chiuso in rialzo nei confronti di quasi tutte le principali valute, a 1,3513 dollari contro 1,3486 di martedì e 1,3493 di mercoledì, a 155,31 yen contro 154,33 di martedi e 155,32 di mercoledi e, a 1,6315 franchi contro1,6230 di martedi e 1,6306 di mercoledi.

Sul finale di seduta anche il dollaro si è consolidato rispetto allo yen, finito a 114,92, , e al franco svizzero, a 1,2071 .

La Banca centrale ricorda che,l’orientamento di politica monetaria resta quello espresso dal presidente Jean Claude Trichet il 2 agosto.

Ma siccome noi di RESET siamo presuntuosi….visto che dopo l’articolo sulle rendite dei Bot e Cct al 20% è arrivato un chiarimento da palazzo Chigi ( che ci leggano???) .

Nella speranza ci legga anche Trichet, noi gli facciamo sapere che anche in Italia ci potrebbe essere il rischio mutui….ma non per incapacità dei bancari che li hanno concessi, ma per l’ottusità della BCE.

In proposito riportiamo alcuni grafici, significativi delle dimensioni del problema.

Grafico 1: Variazione dei Mutui alle Famiglie

Grafico 2 : NUOVI PRESTITI CONCESSI ALLE FAMIGLIE PER L’ACQUISTO DI ABITAZIONI
(var. % sul corrispondente periodo dell’anno precedente)

Grafico 3 : TASSI D’INTERESSE SU PRESTITI BANCARI PER L’ACQUISTO DI ABITAZIONI IN ITALIA (tasso medio)

Grafico 4 : CONSISTENZA MUTUI CONCESSI DALLE BANCHE ALLE FAMIGLIE ITALIANE PER L’ACQUISTO DI IMMOBILI RESIDENZIALI(var. % a 1 anno)

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Tassazione Bot e Cct al 20%, L’italia è l’unico paese Democratico in mano agli Stalinisti-Leninisti

Posted by ernestoscontento su agosto 22, 2007

Sul sole 24 ore di oggi si legge che nella finanziaria, verrà alzata l’imposta sui titoli di stato BOT e CCT.

Bot e azioni prelievo al 20% in Finanziaria

Ora dopo i Crak della Borsa, non ci poteva essere azione più irresponsabile e domagogica, per una classe dirigente miope.

In Italia, per anni abbiamo abbituato le famiglie a investire i risparmi in titoli di stato e, nella casa.

Dopo le delusioni avvenute con la borsa a causa dei Crak, Cirio,Parmalat,Bond Argentini, Sub.Prime ecc..ecc…

L’Italiano medio che non è certo avvezzo alla speculazione in Borsa, anzi il piccolo risparmiatore si affida spesso alla banca di fiducia per l’investimento, ma ora anche questa fiducia è venuta meno a causa degli ultimi avvenimenti.

Quindi è probabile che ritorni ad investire i suoi risparmi in Bot o CCT, cosa fa il governo di Centro Sinistra ( si fa pr dire visto che sono gli Stalinisti-Leninisti a dettare l’agenda di governo), decide in nome della giustizia sociale di penalizzare i risparmi frutto di una vita di sacrifici e che quindi vengono messi al sicuro evitando rischi non controllabili.

Ora non ci vorrebbe molto a capire che i Titoli di stato non sono detenuti solo dai grandi investitori finanziari, anzi chi a continuerà a rischiare in borsa, infatti e di ieri l’articolo che le grandi aziende come ENI e ENEl stanno facendo acquisti ( ora la borsa e bassa, ed è il momento di comprare per chi può accettare il rischio).

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Estratto dell’articolo:

«Non è accettabile – ha spiegato Ferrero – che un lavoratore paghi il 30% su quanto guadagna, mentre chi investe paga il 12,50%». Per risolvere questo squilibrio e per adeguare l’aliquota ai livelli europei, il ministro Ferrero ha insistito sulla necessità di una tassazione al 20%, «anche sui Buoni ordinari del Tesoro».
Ma Ferrero è sceso nel merito di un’altra questione fiscale. Il “meno incentivi, meno tasse” per le imprese, lanciato dal presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. Non ci può essere, dice Ferrero, «una riduzione generalizzata delle tasse», ma piuttosto «una partita di giro a costo zero per lo Stato ». Il ministro propone uno scambio e due condizioni.

Se bisogna ridurre le tasse per adeguarsi alla media fiscale europea, il Governo in cambio deve dare una sforbiciata agli incentivi. Le condizioni sono che l’operazione sia a costo zero e che per le imprese sia uno stimolo per promuovere iniziative per l’ambiente e per la lotta al precariato.

Di tasse si occupa anche un altro sottosegretario all’Economia, Paolo Cento, che rilancia la questione dei privilegi fiscali della Chiesa, a partire dall’Ici sugli immobili adibiti ad attività commerciali. «Non devono essere un tabù», dice il sottosegretario dei Verdi, che chiede di affrontare il tema nella prossima Finanziaria

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Ora non è possibile risollevare le sorti dell’Italia, con chi sventaglia soluzioni demagogiche e prive di ogni fondamento, Ma sopratutto sataccate dalla realtà sociale.

In Italia c’è bisogno di vero riformismo equo e solidale, e non di lotta contro il sistema, già perchè chi sostiene che con l’impresa si faccia a baratti e cambi, non è un amministratore serio della cosa pubblica.

Il sistema deve agevolare la competizione e, mettere in condizioni le imprese di essere competitive sui mercati, sarà poi il frutto di questa competizione a dover essere amministrato con saggezza dalla classe dirigente.

Fermo restando che l’impresa che è integrata nella comunità, deve essere socialmente responsabile, nel senso che deve rispettare le regole condivise.

L’unico parametro di contrapposizione, fra società civile è impresa è, la responsabilità sociale e non la lotta di classe di stampo Salinista-Leninista che stanno portando avanti i ministri Ferrero & Co.

Approfondimenti:

Il ministro Damiano: «Se si tira troppo la corda cade il governo

Bombassei: pagare le tasse atto dovuto e dovere civico

Tasse e senso civico/ I doveri dei cittadini e la debolezza dello Stato: gli interventi dei lettori

Lo sconforto del professionista frustrato che tuttavia continua a pagare le tasse, la risposta del ministro Padoa Schioppa. Sul tema sollevato dal Sole 24Ore dell’8 agosto intervengono numerosi i lettori sollecitati dal nostro sito. I pareri di economisti e politologi.

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La chiesa, le tasse e la giustizia sociale.

Posted by ernestoscontento su agosto 21, 2007

Girando girando, mi sono imbattuto in un manifesto del PCI del 1953, dal titolo ” LA GREPPIA” “Alla greppia dello Stato”. 54 anni sono passati (io non ero ancora nato nel 1953) ma il manifesto è significativo, ora come allora…..

Forse le motivazioni erano diverse, ma l’essenza no non cambia: quando c’è da prosciugare le case pubbliche, sembra che i politici siano digiuni fin dalla nascita.

E se gli esempi vengono dall’alto, siamo a posto…….

“È il sistema istituzionale che in molti aspetti deve cambiare”.

È ormai matura, sulla spinta della sollecitazione dell’opinione pubblica e della consapevolezza degli stessi gruppi parlamentari, una profonda riforma della politica.

Walter Veltroni nel suo discorso di Torino era stato chiaro: il nostro sistema democratico è profondamente in crisi con un fossato che si allarga sempre di più, quello tra i cittadini che chiedono regole chiare e servizi efficienti e una politica che sembra sempre di più avvolgersi su se stessa in una difesa, altrettanto appassionata quanto suicida, dei propri privilegi.

Ma se l’analisi è chiara, i comportamenti concreti, lo sono meno!!!!!

Vista l’ultima proposta di legge, di rintrodurre il finanziamento diretto dei partiti, proposta avanzata dal tesoriere dei Ds, Ugo Sposetti.

E visto che , il lupo perde il pelo ma non il vizio…….proverbio confermato dal disegno di legge per introdurre la formula del quattro per mille un modo di sostegno finanziario alle forze politiche.

Non ci resta che attenderci il peggio dall’ arroganza di questa classe politica è senza limiti e pudore……che invece di richiamarsi al sobrio,allo spirito di servizio che dovrebbe animare ogni forma di partecipazione politica; pensano ai loro interessi privati a spese dello Stato ( che è Pubblico).

Di finanziamenti i partiti ne hanno già, e fin troppi ( leggi ultime inchieste del Sole-24 Ore).

I partiti si sono beffati del volere popolare, aggirando di fatto il mandato del popolo sovrano espresso con il voto del referendum del ’93, L’escamotage sono stati i rimborsi elettorali, aumentati più volte a dismisura ,e sempre con voto bipartisan in questi ultimi anni.

Non contenti, si pesca a piene mani nelle casse dello stato, anche con i fondi per i giornali di partito e il finanziamento diretto ai gruppi di Camera e Senato.

Il tutto fatto da una Casta politica che non si fa mancare niente dalle auto Blu da noi 573 mila, contro le 73 mila della Germania e le 72 mila della Francia, dagli sconti sui pasti, alle agevolazioni sugli aerei e treni, in fondo poverini sono quelli con agli  stipendi più alti d’Europa,ed è anche  una casta prolifera ,visto che ai mille parlamentari Italiani ne corrispondono:

– 577 della Francia,
– 646 della Gran Bretagna,
– 614 della Germania,
– 435 degli Stati Uniti,

Il Cardinale Bertone Invita i cittadini a pagare le tasse, se fatte con leggi giuste.

PURTROPPO SUA EMMINENZA, SI DIMENTICA DI DIRE CHE, LA GIUSTIZIA E’ SPESSO SOGGETTIVA, E CHE OCCORRONO UOMINI ILLUMINATI PER FARE COSE GIUSTE E CONSIDERATE GIUSTE DAI PIU’.

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Caro scuola per le famiglie, ma i politici pensano al finanziamento pubblico dei partiti

Posted by ernestoscontento su agosto 21, 2007

La Società della conoscenza è il futuro!!!

Ma se le famiglie sono tartassate, dall’aumento dei mutui, dall’inflazione che cresce, da uno stato sprecone che gli chiede il 65% dei propri redditi, da banche che erodoni i risparmi invece di farli crescere…..

SE L’ITALIANO ANZICHE’ CITTADINO, VIENE CONSIDERATO SUDDITO…..LE FAMIGLI E’ OVVIO, SONO LE FAMIGLIE DEI SUDDITI.

AI SUDDITI ,NON SI DA SPIEGAZIONI, SI ADDORMENTANO CON I FALSI PROBLEMI, PER DISTRARLI DALLA REALTA’ !!!!

Si parla tanto di riforma sociale equa e solidale, di meritocrazia,di giustizia,di abbattimento dei privilegi….

MA QUI L’UNICA VERITA’ E’ CHE STUDIARE COSTA SEMPRE DI PIU’.

NELLE SOCIETA’ DEMOCRATICHE ,BASATE SULLA CONOSCENZA , LO STUDIO E’ UN DIRITTO!!!!!

IL FINANZIAMENTO DEI PARTITI E’ LEGITTIMO!!!!

MA SECONDARIO E, SOPARTTUTTO DEVE ESSERE AL MINIMO INDISPENSABILE PER IL MANTENIMENTO DELLA PLURALITA’ DEMOCRATICA.

Soldi ai partiti, Pd in rivolta contro Sposetti

Le tasche dei partiti :Rimborsi elettorali da recor.E così tutti salvano il bilancio. Ogni appuntamento con le urne ci costa un miliardo di euro

Caro scuola, l’indagine di:

Comunicato Stampa 20/08/2007

CARO SCUOLA: ARRIVA PUNTUALE L’APPUNTAMENTO CON LE SPESE PER LA SCUOLA, MA ANCHE QUEST’ANNO DALLE INDAGINI DELL’OSSERVATORIO FEDERCONSUMATORI EMERGONO IMPORTANTI RINCARI FINO ALL’11%.

Come ogni anno, dalle pubblicità televisive irrompenti che sponsorizzano materiale scolastico ai banchi dei supermercati e delle cartolibrerie che traboccano di astucci e quaderni, è facile rendersi conto che è arrivato il periodo di rinnovare il corredo scolastico.

Infatti, nonostante sia possibile per i genitori risparmiare su alcuni articoli facendo utilizzare ai ragazzi quelli dell’anno precedente, le tendenze e le varie pubblicità condizionano ad insistere perché ogni anno vengano rinnovati gli articoli scolastici.

Quindi, oltre alla consistente spesa per i libri, stimabile intorno a 320 € causa un aumento del 5% rispetto alle spese del 2006, i genitori si ritrovano ad affrontare un’elevata spesa, aggravata ulteriormente dai rincari registrati annualmente dal nostro osservatorio nazionale.

Per questi accessori, infatti, la spesa media complessiva, che varia a seconda dell’età del ragazzo, è calcolata in 377 €, con un aumento del 7,2% rispetto al 2006.

Per una famiglia quindi la spesa complessiva sarà di 697 €, 40 € in più sul 2006, pari ad un aumento del 5,7%.

Adusbef e Federconsumatori consiglia comunque di effettuare i propri acquisti presso i supermercati e/o ipermercati in quanto si potrebbe risparmiare fino a circa il 25%.

Per quanto riguarda la spesa dei libri, oltre al solito invito che facciamo alle Istituzioni preposte a non promuovere nuove edizioni effettuando un cambio minimo del contenuto o della copertina, consigliamo che venga utilizzato al meglio e al massimo il mercato dell’usato.

Tabella Aumenti scuola

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Cosa farà Trichet ?

Posted by ernestoscontento su agosto 20, 2007

La Federal Reserve, ha tagliato il tasso di sconto,ma Trichet cosa farà?

La politica monetaria della BCE, in questi mesi erà tutta rivolta al rigore monetario.

Trichet faceva intendere che a settembre ci sarebbe stato un’altro aumento dei Tassi.

MA ORA?

COSTO DEL DENARO NEL MONDO.

In Europa il denaro costa meno che negli Stati Uniti, ma sarebbe saggio se la BCE, venisse meno all’aumento del TUS previsto per settembre, in maniera da consentire, un recupero economico per le perdite, subite dalle famiglie a causa dall’andamento della Borsa.

Andamento del TUS

Approfondimenti, Fonte La stampa.it

– INTERVISTA Gramley: “Troppa imprudenzae non è finita qui”

– Crisi dei mutui, ora si aspetta la Bce. Vaciago: “Se 17/8/2007 (12:28) – la Fed abbasserà i tassi si creerà una pressione enorme perchè la Bce faccia altrettanto”

– SISTEMA BANCARIO : Banca centrale e creazione di denaro

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Sub-Prime,guadagni garantiti !!!! alle banche, agenzie di rating e gestori, chi paga è solo l’investitore!!!!!

Posted by ernestoscontento su agosto 19, 2007

Alla fine del 1928, l’economia degli Stati Uniti viveva un momento di grande euforia: la Borsa andava a gonfie vele, le azioni crescevano, il denaro correva a fiumi…

Di lì a pochi mesi quel mondo di carta e di illusioni sarebbe crollato come un castello di sabbia, distruggendo patrimoni, obbligando migliaia di industrie a chiudere, gettando sul lastrico milioni di famiglie, provocando all’interno degli USA una migrazione selvaggia di milioni di disperati in cerca di lavoro con le loro famiglie.

In questo libro John K. Galbraith racconta che cosa determinò quei tragici giorni.

Galbraith individua almeno cinque fattori di debolezza nell’economia americana responsabili poi della crisi del 29:

1. Cattiva distribuzione del reddito
2. Cattiva struttura delle aziende industriali e finanziarie
3. Cattiva struttura del sistema bancario
4. Eccesso di prestiti a carattere speculativo
5. Errata scienza economica (perseguimento ossessivo del pareggio di bilancio e quindi
assenza di intervento statale considerato un fattore penalizzante per l’economia).

Galbraith, inoltre ci mette in guardia…dalle dichiarazioni dei Presidenti di fronte ad una crisi.

Infatti scrive: state tranquilli che di fronte ad una crisi dei mercati, ci sarà sempre un Presidente pronto a giurare che l’economia è solida, così come fece Coolidge nel 1928 che disse “ Il paese può considerare il presente con soddisfazione e il futuro con ottimismo”.

Bush afferma: “La nostra economia è forte e sul mercato c’è abbastanza liquidità”

I suoi ministri lo seguono, in Italia non siamo da meno, ci dicono che possiamo guardare il futuro con ottimismo.

Dobbiamo seguire il consiglio di Galbraith?

RIFLESSIONE:

Guadagni garantiti !!!! alle banche, agenzie di rating e gestori, chi paga è solo l’investitore!!!!!

Ogni tanto assistiamo ad un grande crollo.

L’ultimo in ordine di tempo è, il grande crollo delle Borse mondiali, allo scoppio della bolla, della new – economy, iniziato nel marzo del 2000.

Da allora i risparmiatori italiani, e non solo, sono stati inondati di prodotti ancora più rischiosi……

Oggi siamo di fronte ad un’altro crollo delle borse a causa dei titoli sub- prime, nonostante gli interventi delle banche centrali, è presto, per dire se le cicatrici dello scoppio della bolla sono del tutto cancellate.

Infatti dovrà passare ancora qualche mese per capire bene gli effetti del fenomeno,per quanto riguarda:

– Gli impieghi delle banche.

– L’investimento in fondi monetari nel portafoglio alle famiglie,

– L’incidenza dell’investimento nella gestione dei fondi di investimento, del TFR degli operai.

Una cosa è certa il danno diretto c’è e, non si può cancellare, ne rimane solo da scoprine l’ampiezza.

Inoltre c’è da considerare il danno indiretto…. che riguarda i seguenti punti:

– Come si comporteranno le banche sul credito per l’acquisto della casa?
– Come si comporteranno le banche sul credito in genere?
– Dove investiranno gli Italiani, dopo un periodo interminabile di fregature in borsa, che sono cominciate con la new – economy, per passare a Cirio, Parmalat, Calciopoli, Bond Argentini ecc..ecc…

Insomma sembra proprio che l’investimento in borsa, non sia fatto per il piccolo risparmiatore, che si deve affidare al consulente esterno, oggi anche il consulente sembra avere difficoltà visto la facilità di emissioni di rating a triplice A emesso dalle agenzie di rating.

Da piccoli provinciali quali siamo, ci verrebbe da domandarci, con quale criterio….le agenzie affidavano rating a triplice A,visto che sub-prime, vuole dire “clienti a forte rischio di insolvenza”.

Il pericolo è talmente grande che, tutte le banche centrali si sono adoperate per limitare i danni, non solo la Federal Reserve ha tagliato il tasso di sconto.

Perchè ,la Federal Reserve, ha tagliato il tasso di sconto, lasciando immutati i tassi sui funds?

Il Prime Rate Nel Mondo (TUS)

Tabella costo del denaro nel mondo
Quali le differenze tra le manovre che la banca centrale effettua sui due?

Il tasso di sconto è il saggio a cui la banca centrale presta denaro alle comuni banche, mentre il tasso sui fed funds è applicato sui prestiti che le banche effettuano tra di loro.

Tagliando il tasso di sconto in pratica la Fed ha reso disponibile liquidità al sistema bancario, e lo ha fatto in maniera molto più estesa rispetto a quanto avesse finora fatto con l’acquisto di titoli dalle banche.

Inoltre il taglio del tasso di sconto non ha gli effetti a catena sui tassi di mercato che avrebbe avuto una riduzione dei fed funds, che avrebbe anche provocato un innalzamento dei rendimenti sui treasury (titoli di stato americani) e dato l’impressione di un allentamento della guardia nei confronti dell’inflazione.

Con il taglio dei tassi di sconto la Fed ha così raggiunto il duplice scopo di immettere efficacemente liquidità nel sistema bancario e di non modificare la struttura dei tassi di mercato e dell’economia.

Tabella: aggiornata al 17/08/2007

Tabella inteventi banche centrali sub-prime 17.08.07

Agenzie di rating poco trasparenti e, in conflitto……

Un settore i collegato allo sviluppo globale della finanza strutturata, che si basa sulla reputazione di imparzialità degli operatori, che dovrebbero essere indipendenti delle valutazioni e interessi dei clienti.

Queste regole, potrebbero essere venute meno.

Come fià accaduto in America nel 2002 alla Arthur Andersen, la società finita in pezzi per il coinvolgimento nello scandalo Enron.

Oggi le agenzie di rating, sono sotto accusa pr il crollo delle valutazioni sui mutui sub-prime Usa.

Problemi di Oligopolio?

Nel 2006, il mercato è stato dominato da tre operatori, Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch .

Il peso dei sub-prime sul bilancio?

L’analisi dei conti di Moody’s evidenzia che, il 10% del giro d’affari 2006 è venuto dai rating sui derivati Usa, di questi, un quarto era su mutui sub-prime.

Un altro 8% è venuto dalle cartolarizzazioni di mutui residenziali Usa (Rmbs) e la metà erano sub-prime. Dalle ipoteche Usa a rischio, quindi.

Troppi intrecci con i clienti?

Curioso che,la stessa Moody’s che inonda gli analisti di dati,non voglia indicare i settori da cui trae il suo ricavo ante imposte da 1,1 miliardi.

L’agenzia afferma di puntare sulla finanza e sulle opportunità di prodotti e servizi “di supporto” ai clienti.

ECCO il nodo!!!!! sul quale si appuntano le critiche……. che segnalano rischi di conflitti di interesse, rischi che SI SPERA a settembre finiranno sotto la lente dell’inchiesta sul settore promossa della Commissione UE.

Troppi errori in questi anni !!!!! La triplice AAA vale ancora qualcosa????

LA SITUAZIONE AMERICANA

Ripartizione dei mutui, per l’acquisto della casa negli USA

Andanebto sub-prime

Andamento dell’erogazione dei mutui sub -prime

Cartolarizzazione sub prime

Il percorso dei mutui sub-prime

Grafico percorso sub-prime

Consistenzadei Insolvenza Titoli Sub-Prime

Tabella insolvenza sub-Prime

Ripartizione Emissioni Titoli sub-prime

Tabella Mercato secondari sub-prime

Tabella primi 10 operatori usa sub-prime

SITUAZIONE MACROECONOMICA IN ITALIA –

File pdf Pag.N.17

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Anche Marx sembra avere aderito al VaffanculoDay.

Posted by ernestoscontento su agosto 16, 2007

 

Si Marx si è rotto!!!!!!!

 

E’ stufo di essere interpretato, ad uso e consumo dei politici di turno.

 

I fatti son duri,e sono quello che sono, questo è quello che il vecchio Karl , dovrebbe avere insegnato, insieme al rigore scientifico per la documentazione dei fatti.

 

Si può non essere d’accordo con le sue idee ( peraltro male interpretate da altri), ma non possiamo dire che Karl sia stato un superficiale, non c’è personalità accademica ,che non riconosca il rigore quasi paranoico nei suoi scritti,per la ricerca documentale dei fatti.

 

Analisi sintetica della situazione Italiana: Leggi il seguito di questo post »

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